Finanza
Contributi ai produttori di latte
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Mucche allevate nella provincia Analisi meno care grazie alla Camera di commercio
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MASSA CARRARA. Analisi meno care per 17 aziende apuane che attraverso i contributi concessi dalla Camera di Commercio all'associazione provinciale degli allevatori potranno ridurre di oltre il 50% il costo che ogni anno devono sostenere per poter vendere il latte e trasformarlo in formaggio. Stimato in 500 euro lo "sconto" per ogni azienda contro i 980 euro che mediamente devono sborsare per prelievi, trasporti dei campioni al laboratorio e verifica dei risultati. Il contributo, concesso dalla Camera di Commercio su input della Coldiretti Provinciale arriva in un momento delicato per la zootecnia. «Beneficeranno di questi contributi - spiega Guido Pardini dell'Apa - 4 aziende di produzione del latte e 13 caseifici. Mediamente un'azienda deve effettuare 24 analisi all'anno sostenendo costi notevoli per verificare i parametri di carica batterica e cellule somatiche, oltre ad analisi trimestrali per garantire l'assenza dei seguenti germi patogeni nel latte crudo, come salmonella, escherichia coli, campylobacter, listeria e stafilococco. Ogni azienda spende poco più di 900 euro. Per la zootecnia i contributi concessi dalla Camera di Commercio sono una risorsa importante che può contribuire a mantenere stabile il settore sul nostro territorio». Un piccolo passo avanti per il comparto apuo-lunigianese che nell'ambito del programma della L.R. 34 dei servizi di sviluppo agricolo e attraverso il progetto "Valorizzazione delle produzioni zootecniche della Provincia" sta rinascendo su tutto il territorio. «Dalla valorizzazione - spiega Vincenzo Tongiani, presidente provinciale Coldiretti - delle produzioni della pecora di razza massese che interessa una decina di allevatori, alla vendita di latte bovino crudo mediante distributori automatici, dalla valorizzazione delle produzioni dell'allevamento suino brado fino al recupero della popolazione autoctona della Capra delle Apuane: interventi che stanno risollevando un comparto in affanno». Per aiutare gli allevatori a promuoverlo, «bisogna che il prodotto sia, oltre che tipico, anche conforme alle leggi sanitarie e ai regolamenti in materia. Dobbiamo ringraziare la Camera di Commercio - conclude - che ha concesso contributi per aiutare le aziende a mantenere alti gli standard dei controlli da effettuare periodicamente».
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