Sicurezza
IL PUNTO
Ma il comparto aspetta ancora gli spazi in acqua
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Problema ormai vecchio. Ma non per questo meno pressante. È la mancanza di spazi in acqua per gli yacht costruiti nei cantieri della zona industriale apuana. Spazi necessari per i (fondamentali) dettagli di allestimento e per le prove in mare. Da anni le imprese della nautica e le associazioni di categoria (Cna in prima fila) chiedono a gran voce che nel porto di Marina di Carrara venga trovato uno spazio per queste operazioni. Magari dotato di travel-lift, ossia di una speciale gru per la messa in acqua degli scafi. Finora senza alcun risultato. Va da sè che questa mancanza costituisce un ostacolo all'attività e allo sviluppo delle aziende nautiche che operano nella zona industriale apuana, costrette ad affrontare costi aggiuntivi per spostarsi a Viareggio o La Spezia. E se si tien conto che il settore della produzione della nautica da diporto è uno dei pochi «che tirano» e danno occupazione (il gruppo Fipa da solo, ha alle dipendenze quasi 200 persone e genera un indotto di circa 500 lavoratori), si capisce che lo sbocco in mare è una questione "vitale".
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