Il Tirreno

Marina. Clamorosa iniziativa di Alessandro Bandoni, cuoco di un noto ristorante pizzeria

Lo chef contro i kebab

Alessandra Vivoli
Da sin. Alessandro Bandoni e il nuovo punto vendita di kebab a Marina
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Da sin. Alessandro Bandoni e il nuovo punto vendita di kebab a Marina

Il paladino delle minoranze contesta i ristoranti etnici

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 CARRARA. È da sempre in prima linea in difesa delle minoranze sessuali. Ma Alessandro Bandoni, grintoso presidente della comunità Glbt (che sta per gay, lesbiche bisex e transessuali) e consigliere di circoscrizione a Marina, in quota Pd, smette i panni del paladino quando si tratta di minoranze gastronomiche. Leggi i kebabab. Perchè per Bandoni i chioschi sono troppi.  «Voglio intervenire, non in qualità di consigliere della Circoscrizione di Marina di Carrara, ma in quanto Chef, in un argomento tanto semplice, quanto molto delicato visto che, basta poco per passare da razzisti, cosa che me ne guardo bene dall'esserlo». Comincia con queste parole la lettera aperta di Alessandro Bandoni.  «Però - continua - non posso rimanere inerme dopo che uno storico ristorante e pizzeria di Marina, qual' era "La Botte" non esiste più, ma al suo posto vi è punto Kebab. Così come da pochi giorni, è avvenuto pure per il chiosco (ristrutturato e dopo molti anni, riaperto) che si trova in Piazza Menconi».  «Non voglio fare il protezionista o lo chef che non è aperto alle culture enogastronomiche diverse da quella italiana, ma qui da una "contaminazione" che ritenevo, ritengo e riterrò sempre, giusta e utile da parte di una cucina diversa (com'è stato in passato con quella Cinese-Asiatica) - continua Bandoni - Si sta assistendo all'assedio. Spesso mi chiedo se non si è fatto l'errore ad aver abbandonato le licenze per zone e per distanza oltre che per tipologia di locale com' era un tempo. Si è vero, siamo in Europa, vi sono stato le liberalizzazioni dei mercati e delle licenze, ma siamo proprio sicuri che ciò ha giovato?»  «Siamo proprio sicuri che non era meglio prima quando pur se in maniera minore, la concorrenza c' era si, ma era di qualità e non industriale? - prosegue nella sua lettera Bandoni - Da una parte vogliamo tutelare il nostro (nel quale io stesso mi vanto di essermi diplomato) Istituto Alberghiero e dall'altra diamo la totale libertà di licenza a questo tipo di prodotti? Non sarebbe forse l'ora di riscoprire le nostre origini culinarie locali? Ma sopratutto, ha senso che, nel centro turistico della nostra città, quale dovrebbe essere Marina si deve assistere a tutto questo? Se andiamo avanti di questo passo, noi chef tra poco verremo tutelati dal Wwf come professione in via d'estinzione».  Insomma da Bandoni una strenua difesa degli chef carraresi. E il dito puntato contro l'invasione dei punti di ristoro a base di kebab.  Da Palazzo civico l'assessore alle Attività produttive Andrea Zanetti preferisce tenersi lontano da polemiche che, a suo parere, non hanno ragione di esistere.  «L'appello di Bandoni, non lo commento - si limita a dichiarare Zanetti - Ma ricordo che c'è la liberalizzazione delle licenze e quindi non possiamo farci nulla».  Ma perché questo grande fiorire di chioschi di kebab? Chiediamo all'assessore. «Perché, credo, che abbiano molto successo, altrimenti non si capirebbero tutte queste richieste».  E, infatti, sono gettonatissimi, soprattutto dai più giovani.

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