Sicurezza
Dopo il Cinthya della Maiora scende in acqua il nuovo Ab 116, un open da 14 milioni di euro
Gruppo Fipa, un varo oltre la crisi
Claudio Figaia
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IL VARO. Larrivo al porto di Marina di Carrara dello yacht e lo stabilimento Fipa-Maiora a Massa Ma per ultimi allestimenti e prove in mare lo yacht dovrà andare a Viareggio
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MASSA. A meno di un mese dal varo di Cinthya, superyacht da 35 metri e 10 milioni di valore, il gruppo Fipa-Maiora mette in mare un altro gioiello: un modello Ab 116 di dimensioni analoghe (36,2 metri), prestazioni ancora più alte e costi altrettanto extra large). Barche di lusso che segnalano come nei segmenti più alti della nautica la crisi sia in qualche misura superata. E non è forse un caso che ad aver ordinato e acquistato questo "mostro" marino alla modica cifra di 14 milioni di euro circa, sia un uomo d'affari greco, nazione tra le più colpite dalla crisi internazionale. I ricchi, insomma, continuano a comprare super-yacht. Anche se li scelgono con maggior cura. «Sì, è vero, il nostro gruppo sta reggendo bene agli effetti della recessione mondiale. Grazie alle scelte fatte qualche anno fa, quando della crisi ancora non si parlava. E cioè la decisione di specializzarci in produzioni di nicchia puntando sull'eccellenza e non sui grandi numeri», dice Mario Arnaboldi "papà" del nuovo Ab 116. «Una scelta - prosegue - che qualcuno definì da pazzi ma che sta rivelandosi vincente. Oggi il nostro gruppo non farà fatturati da un miliardo, ma ha il portafoglio pieno di ordinativi. Per il 2011, ad esempio, abbiamo già firmato le commesse per realizzare un altro 116 e un Ab 140, il modello più grande della produzione Ab Yachts». Venticinque dipendenti diretti più circa 100 dell'indotto, la «divisione» Ab Yacht del gruppo Fipa è specializzata nella costruzione di imbarcazioni caratterizzate da alte prestazioni - come questo nuovo modello, che tocca i 50 nodi (oltre 85 chilometri l'ora) - propulsione a idrogetto, soluzioni tecnologiche d'avanguardia. Nei capannoni ex Dalmine di Massa lavora a fianco della "divisione" Maiora, 150 dipendenti diretti, più di 400 con l'indotto che ha varato il Cinthya. Il gruppo è uno dei più grandi produttori mondiali di barche di lusso e ha scelto, ormai dal 1992, la nostra area industriale per realizzare i suoi yacht. «Sede produttiva e know-how - dice ancora Arnaboldi - sono tutte massesi. E ci piacerebbe poter dire che le nostre barche sono "made in Massa". Purtroppo però, per l'annoso problema della mancanza di spazi in acqua, siamo costretti a portare le imbarcazioni a Viareggio per le prove in mare e per gli ultimi allestimenti prima della consegna». Con una conseguenza (negativa) ulteriore: durante quest'ultima fase, spesso, gli yacht vengono visionati da potenziali clienti di futuri modelli. Clienti potenziali anche per alimentare il turismo di lusso. Ma che, per forza di cose, vanno con famiglia, amici e soci in alberghi, ristoranti e negozi della Versilia.
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