Il Tirreno

Due proteste in spiaggia: Carc contro il razzismo e i prof fanno castelli

Matteo Baccellini
Il docente Brunello Pucci costruisce la scuola di sabbia
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Il docente Brunello Pucci costruisce la scuola di sabbia

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 MASSA. Una domenica di manifestazioni balneari. Con le spiagge della zona prese d'assalto, pacificamente, da chi voleva alzare un po' i toni della polemica. Come i Carc o come i docenti massesi. Distanti poche centinaia di metri, eppure riuniti da una protesta non solo simbolica in difesa dei propri principi.  I Carc al pontile. Applausi dai bagnanti, almeno 300 e uno striscione ben visibile appeso al pontile di Marina di Massa. "No al razzismo, no alla caccia all'immigrato". È il risultato della manifestazione promossa ieri mattina in spiaggia dai Carc di Massa: una trentina di esponenti, a cui si è aggiunta una piccola comunità di senegalesi. Per alzare la voce, con tanto di megafono, contro la caccia ai venditori ambulanti.  «Noi troviamo assurdo che tanti sceriffi perseguitino persone che devono pur mangiare - ha detto Marco Lenzoni dei Carc - anziché prendere i veri delinquenti. Ovvero i proprietari delle fabbriche che sversano veleni nei fiumi e nell'aria, multinazionali del marmo che rovinano i nostri territori, padroni che sfruttano gli operai facendoli lavorare senza le più elementari norme di sicurezza».  I Carc stanno celebrando in questi giorni la festa nazionale dell'Associazione solidarietà proletaria, al parco Ugo Pisa. «In questi spazi noi stiamo lasciando gli ambulanti, sia stranieri che italiani, liberi di vendere la loro roba - prosegue Lenzoni - non come fa il capo della polizia municipale Delvino che ha individuato negli ambulanti l'unico problema del turismo e della sicurezza di Massa. La gente che ci ha applaudito però sta con noi. Ha capito che i veri problemi di chi va al mare sono i troppi soldi da sborsare o l'acqua inquinata e sporca».  La mattinata dei Carc sulle due porzioni di spiaggia libera sotto il pontile si è conclusa con la richiesta al comandante Delvino. «Visto che è finito recentemente sotto inchiesta per aver organizzato una "retata" di immigrati e per averli sequestrati quando operava a Caserta, nel 2006, noi gli chiediamo di dimettersi».  La Scuola di sabbia. Una protesta singolare anche della rete dei docenti di Massa, Scuola in movimento. Per una mattina hanno costruito castelli e scuole di sabbia, alla spiaggia libera dell'Ugo Pisa. Precari, e non solo, in lotta contro i tagli alla scuola. «La nostra protesta è sbarca sulle spiagge perché è intollerabile subire tagli cosi pesanti - spiega l'ideatore Brunello Pucci, docente di storia dell'arte, all'opera nel realizzare la scuola di sabbia col collega Francesco Petacchi - non esiste futuro se si chiudono scuole e si impedisce la ricerca: 150.000 occupati in meno, equivalgono alla chiusura di 26 fabbriche Fiat. A Massa Carrara la perdita di 300 unità della scuola, sono come la chiusura di una nuova Eaton». Contemporaneamente lungo i fiumi, nei laghi e nei litorali italiani altri professori in lotta hanno dato vita ad altre costruzioni di sabbia.  Durante il giorno la struttura è stata meta di turisti e curiosi.

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