Il Tirreno

Campagna internazionale per le cave

Una delle foto del sito alpiapuane. com (foto Marcesini)
◗
Una delle foto del sito alpiapuane. com (foto Marcesini)

Italia Nostra: stop all'escavazione selvaggia, meglio contingentare la produzione

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Una campagna internazionale in difesa delle Apuane, le nostre montagne care a Michelangelo e a decine di altri artisti nei secoli, oggi - come ricordava nei giorni scorsi un articolo del Corriere della Sera - «sventrate per fare i dentifrici». La campagna contro l'escavazione selvaggia l'annuncia Italia Nostra, con una dichiarazione della presidente nazionale Alessandra Mottola Molfino. La presidente di Italia Nostra Alessandra Mottola Molfino rilancia un tema non nuovo ma che sarebbe rivoluzionario: il contingentamento della produzione. La premessa da cui parte il servizio pubblicato sul Corriere della Sera - e che riprende alcuni degli argomenti che fanno parte della grande iniziativa "Paesaggi sensibili" di Italia Nostra - è che, oggi come anche negli ultimi anni, circa mille camion al giorno scendono dalle Apuane per trasportare soprattutto detriti, in un rapporto di uno a cinque - uno a quattro. Detriti che, trasformati in carbonato di calcio (il marmo di Carrara è calcare puro al 99%) servono un po' per tutto: industrie cosmetiche, cartiere, dentrifici, mangimi, coloranti, filtri per centrali elettriche. Un business che ha un prezzo elevato: montagne sventrate a velocità pazzesche, come testimoniano le foto pubblicate sul Corriere e prese dal sito www.alpiapuane.com (le foto sono di Davide Marcesini). I dati sono noti: fino alla metà degli anni Cinquanta, ricorda l'articolo di Paolo Conti, venivano escavate circa 800mila tonnellate l'anno di marmo, e vi era lavoro per diecimila (fino a punte di quindicimila) cavatori; oggi, le tonnellate di marmo in blocchi sono un milione, i detriti dai tre ai quattro milioni, ma al monte non ci sono più di 800 dipendenti (a Carrara). Il mondo lassù sulle Apuane è stato cambiato proprio dal business dei detriti, delle scaglie: non tanto per il rapporto fra blocchi e scarti della produzione (più o meno standard), quanto per l'attacco ai ravaneti storici e secolari, quelli che garantivano stabilità e filtraggio. Uno dei punti chiesti nell'ordinanza anti-polveri è proprio quello di interrompere il prelievo dai ravaneti storici.  Ma torniamo alla campagna internazionale. Tuona al Corriere della Sera, la presidente nazionale Alessandra Mottola Molfino: «Ci rivolgeremo ai grandi artisti del mondo, agli scultori. Faremo un appello per salvare questo luogo straordinario. È tempo di contingentare gli scavi. Non vogliano che le cave vengano chiuse, sappiamo dell'occupazione. Ma qui c'è solo speculazione selvaggia e distruzione».  I dati portati in commissione marmo dal direttore generale Marco Tonelli (e anche dirigente al marmo), hanno messo fra l'altro in luce un altro fenomeno: e cioé che, "stranamente", stanno diminuendo le scaglie bianche (che "pagano" qualcosa di più come tariffa di contributo ambientale, 3,60 euro la tonnellata) mentre aumentano quelle sulla carta meno nobili, le scaglie "scure" (1,20 euro la tonnellata). Ci sono stati giorni a giugno in cui addirittura c'è stato il sorpasso delle scure: 1º giugno, 224 camion contro 200; 3 giugno, 225 a 217; e così via anche il 7 (226 a 206), il 9 (211 a 203), il 14 (addirittura 230 di scure contro 172 di bianche, e 192 di blocchi). Il Comune ha annunciato che partiranno controlli per verificare che non ci sia qualcuno che fa il furbo (e traveste da scure le scaglie bianche), ma anche alzare le tariffe (sia per le scaglie sia soprattutto per i blocchi) non sarebbe decisamente male.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa