Il dolore
Il titolare di Pane e Pomodoro: «Consoli, un flop. E associazioni di categoria troppo politicizzate»
Ztl, commercianti divisi
Matteo Baccellini
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Una veduta di piazza Aranci Pronto un documento contro la chiusura al traffico
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MASSA. La protesta di una parte di commercianti scoppia a pochi giorni di distanza dalle prime iniziative organizzate in centro. Come il concerto di Carmen Consoli o lo spettacolino dei bambini nell'ambito delle Cento Notti. Il portavoce degli arrabbiati, come si definisce lui, è Giuseppe Pieretti, del locale "Pane e Pomodoro" di via Dante. Pronto, dice, a portarsi dietro tanti colleghi. «Massa sta toccando il fondo dal punto di vista del turismo - dice senza mezzi termini Pieretti - e parlo a nome di un gruppo consistente di commercianti, stufi anche di associazioni di categoria troppo politicizzate. Vogliamo sentirci indipendenti e affermare che la gestione commerciale della città è inesistente. In estate e con la crisi che c'è, la giunta non ha creato iniziative degne di tale nome». A Pieretti, e a quanto pare a colleghi come Lazzarelli, Babi, Talamoni, Tullio, Salvini non va giù la chiusura alle auto del centro storico. «È uno scandalo - prosegue - che nella prima serata vera dedicata ai saldi, si chiuda il centro con la Ztl per dare risalto a una manifestazione di bambini in piazza Aranci che non ha un ritorno economico per il commercio di Massa. Vorrei che alcuni assessori, come Menchini e Della Pina, venissero nei locali a capire le nostre difficoltà, anziché a prendere iniziative che ci penalizzano». Documento. Ed ecco l'idea di un documento da far sottoscrivere a una quarantina di commercianti del centro. Da portare al sindaco Pucci. «Siamo delusi ma vogliamo dare battaglia. Il concerto di Carmen Consoli non ha fatto buoni risultati, c'è stata una pessima promozione a mio avviso. Tutto si aggrava a maggior ragione per quei locali di via Dante, Cavour e Beatrice, oltre a quelli delle due piazze principali. È inutile far andare la gente in piazza Mercurio e Aranci, se chi arriva dal mare trova tutto buio già in piazza Garibaldi. Ormai siamo una città fantasma che non invoglia nessuno ad entrare in centro. Oltre tutto con 400 posti auto in meno, conseguenti alla chiusura alle auto del venerdì e del sabato sera». Provocazione. La provocazione è già scattata. Oltre al documento da sottoporre al primo cittadino, e a una volontà esplicita di tutelarsi al di fuori delle associazioni di categoria, i commercianti massesi in rivolta pensano a una sorta di class action. Sulla scia di quelle perpetrate dai soci delle aziende per ottenere risarcimenti e giustizia. «Proprio così, siamo di fatto soci della città di Massa - conclude Pieretti -. E allora puntiamo a una azione collettiva di responsabilità verso gli amministratori che si stanno dimostrando incapaci. E che ci stanno danneggiando».
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