Il Tirreno

Polizze fantasma, assicuratori nei guai

Il tagliando dell’assicurazione appeso al vetro di un’auto
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Il tagliando dell’assicurazione appeso al vetro di un’auto

Rilasciati ad automobilisti certificati provvisori, ma quelli veri non c'erano

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 CARRARA. Polizze assicurative "fantasma":un uomo ed una donna, M.A. di 55 anni e M.M. di 46, conviventi, lui originario di Montignoso e lei di Milano, ma da tempo residenti a Carrara, sono stati denunciati dalla polizia per "truffa continuata", "esercizio abusivo dell'attività di mediatori assicurativi" e "falsità in scrittura privata".  I due, indagati, da circa due anni gestivano un'agenzia di intermediazione assicurativa (broker) in via Covetta 90 ad Avenza, e attiva nel ramo delle assicurazioni R.C. auto. L'attività dell' agenzia di via Covetta consisteva nel mettere in relazione la clientela con svariate compagnie assicurative nazionali, offrendo ai clienti la polizza caratterizzata dal prezzo più basso. Secondo le indaginid ella polizia, l' agenzia, praticando tariffe particolarmente vantaggiose, aveva un consistente giro d'affari ed aveva conquistato una notevole fetta del mercato locale delle assicurazioni.  Negli ultimi tempi, però, sempre secondo gli inquirenti, i due avevano «cominciato a lucrare in maniera illecita, raggirando molti ignari clienti con polizze "fantasma"». Come? La polizia ha ricostruito le modalità: le due persone ora indagate, «raccoglievano ed intascavano i soldi dei premi di polizza versati dai clienti, rilasciando loro dei "certificati provvisori di assicurazione" precedentemente all'uopo creati ed apparentemente emessi da varie compagnie assicurative; tale documentazione veniva rilasciata per consentire ai contraenti di circolare nell'attesa dei contratti di polizza originali e definitivi, relativi all'intero periodo assicurato».  Le indagini sono scaturite da diverse denunce sporte da alcuni clienti, i quali, dopo avere pagato i premi relativi alle polizze, si erano visti rilasciare dei "certificati provvisori di assicurazione" (documento che consente di circolare temporaneamente in attesa del certificato di assicurazione originale che deve essere inviato dalla compagnia assicuratrice entro pochi giorni dalla stipula del contratto).  Poiché i contratti originali non arrivavano mai, i denuncianti si erano recati più volte all'agenzia di via Covetta chiedendo spiegazioni. M.A. e M.M. giustificavano i ritardi con risposte evasive. Diversi clienti si sono allora rivolti direttamente alle varie compagnie assicurative nazionali con le quali credevano di avere stipulato il contratto, chiedendo informazioni sulle loro polizze e così hanno scoperto che non esisteva alcun contratto.  Altri clienti si sono anche trovati nei guai, perché fermati dalle forze dell'ordine che effettuano i normali controlli stradali, sono stati multati per aver circolato con automezzi privi di copertura assicurativa. Non solo: hanno dovuto dimostrare la loro buona fede per non rischiare anche la denuncia penale per il reato di "uso di atto falso", poiché, alla richiesta degli agenti, avevano tranquilllamente mostrato il "certificato provvisorio di assicurazione" credendo che fosse vero.  A seguito delle prime denunce - finora ne son state accertate quasi una decina - la Squadra Anticrimine del Commissariato ha avviato le indagini «scoprendo le modalità della truffa ed accertando altresì altre condotte illecite da parte dei due indagati che sono stati denunciati alla Procura anche per violazione dell' art. 305 del "Codice delle Assicurazioni"».  La polizia ha infatti appurato che i due indagati, «avvalendosi di un "prestanome", avevano sempre di fatto gestito l'agenzia di intermediazione in maniera abusiva, poiché entrambi privi dell'iscrizione al Registro Unico degli Intermediari assicurativi, condizione essenziale prevista dalla legge per poter esercitare tale attività».  L'unico in possesso di iscrizione al R.U.I. era il "prestanome" (cui era intestata anche la società) che però, secondo la polizia, non aveva alcun ruolo nella gestione dell' attività condotta dalle due persone indagate.  Nel corso delle indagini del commissariato è stato inoltre accertato che dal gennaio di quest'anno anche la società intestata al "prestanome" era ufficialmente cessata ed i due avevano comunque continuato ad esercitare l'attività mantenendo aperta l'agenzia di Avenza.  Il commissariato di polizia, a seguito di quanto emerso dall'indagine, invita le persone che abbiano stipulato contratti con l'Agenzia di via Covetta 90 gestita dalla coppia, a controllare le proprie polizze e in caso di dubbi, a rivolgersi all'Ufficio Anticrimine del Commissariato di Carrara.

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