Il dolore
Appaltopoli, la Regione parte civile
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LA VILLA del direttore del carcere Iodice sui colli spezzini Presunti illeciti sui corsi di formazione in carcere con fondi europei
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MASSA. Affilano le armi gli avvocati difensori dei nove arrestati nell'operazione "Do ut des" sugli affari (presunti) illeciti nel carcere cittadino. Nei prossimi giorni verranno fissati i primi interrogatori davanti al pubblico ministero (titolare dell'inchiesta è la sotituto procuratore Roseella Soffio) e i legali delle persone coinvolte si apprestano a chiedere la revoca delle misure cautelari in carcere e la remissione in libertà (o, almeno, la concessione dei domiciliari) ai loro assistiti. Che da martedì all'alba sono tutti chiusi (tranne Mario Cesare Rotella, agli arresti domiciliari) in varie carceri toscane. C'è attesa, in particolare, per quanto riguarda la linea difensiva che adotterà Salvatore Iodice, direttore della casa circondariale di via Pellegrini il quale è, tra l'altro, accusato di essersi fatto fare gratis dei lavori nella sua villa sulle colline della Spezia. Così come per quella di Renato Santacroce, imprenditore, titolare della Comies, azienda molto nota in città, sia per la sponsorizzazione della squadra di pallacanestro giovanile, sia per le sue realizzazioni. Comies ha tra l'altro eseguito lavori alla Turimar, il maxi centro turistico di Marina, di cui risulta anche socia di minoranza. Nella società di recente entrata sotto il controllo di Asi (e, quindi, del gruppo Bogazzi), Comies ha una partecipazione azionaria di 50mila euro (su un capitale versato di 7,9 milioni). Ma la battaglia legale è appena agli inizi e ad affilare le armi sono anche altri avvocati. Regione Toscana e Provincia di Massa Carrara potrebbero costituirsi parte civile nell'eventuale giudizio a conclusione dell'inchiesta sull'appaltopoli massese. Ad annunciarlo è l'assessore alle attività produttive, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini che sta seguendo, insieme alla Provincia, gli sviluppi della vicenda. Nel corso dell'inchiesta è emersa, fra l'altro, l'ipotesi di illeciti legati alla gestione di un progetto finalizzato alla formazione e al lavoro dei detenuti finanziato dalla Provincia con risorse del Fondo sociale europeo. «A tutela dei cittadini e delle risorse pubbliche - spiega Simoncini - ci riserviamo, in caso di rinvio a giudizio dei soggetti coinvolti nell'inchiesta, di proporre alla giunta regionale la costituzione della Regione come parte civile». L'iniziativa, precisa l'assessore, è condivisa anche con l'assessore al Lavoro della Provincia Raffaele Parrini. Il progetto in questione è un intervento integrato finanziato dal Fondo sociale europeo, gestito da Livorno Sviluppo Spa (società in housing della provincia di Livorno) che coinvolge le province di Massa, Pisa, Livorno, Grosseto, Lucca che lo hanno co-finanziato con proprie risorse.
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