Il Tirreno

A 20 giorni dal nubifragio ancora cumuli di detriti alla foce del Magliano

I cumuli di lavarone alla foce del Magliano
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I cumuli di lavarone alla foce del Magliano

E il "lavarone" diventa rifugio di topi e maxi pantegane Protestano operatori turistici e abitanti: «Toglietelo»

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MASSA. A venti giorni dall'ondata di maltempo che riempì la spiaggia di tonnellate di rifiuti, rami, stecchi, frammenti di vegetazione (il lavarone), l'emergenza non è finita. Non del tutto, almeno. Se il litorale e gli stabilimenti balneari sono stati ormai completamente ripuliti dalla sporcizia, ci sono ancora dei problemi alla foce del fosso Magliano che costeggia viale della Repubblica. Dove c'è uno "stoccaggio" poco gradito. Sulle sponde del torrente che in questo periodo è in secca - a pochi metri dal ponte stradale, ci sono ancora cumuli di materiali prelevati dalle spiagge e destinati allo smaltimento.  Si tratta, a ben vedere, degli stessi materiali che il Magliano (e altri corsi d'acqua) in piena aveva scaricato in mare. Una montagnola di sostanze in prevalenza organica che sotto il sole cocente sprigionano - così accusano gli abitanti gli operatori turistici della zona - cattivi odori e attirano insetti.  Non solo: il cumulo di detriti sembra essere diventato il rifugio preferito di topi di dimensioni maxi. «Basta soffermarsi per qualche minuto e zac, ecco spuntare pantegane grosse da far paura. È uno scandalo, a parte il pericolo, mi immagino cosa possa pensare un turista», protesta un operatore del luogo.  Ma c'è anche un altro rischio, oltre a quello igienico-sanitario che la presenza di topi potrebbe rappresentare: nel caso di una nuova improvvisa piena, il lavarone verrebbe di nuovo trascinato in mare e da qui sulle spiagge, in piena stagione e con chissà quali conseguenze in termini di immagine turistiche e di polemiche.  Ma perché il "lavarone" è ancora lì alla foce del Magliano? Asmiu, incaricata della pulizia post-maltempo ha problemi a recuperare quel materiale in quanto non ha i mezzi adatti (una ruspa con un braccio adeguato, in primis) per l'uopo. Dovrebbe dunque noleggiarli, con spese straordinarie, finora evidentemente non autorizzate.

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di Redazione web