Il Tirreno

Una bella mostra per Abu Simbel

Il suggestivo sito di Abu-Simbel
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Il suggestivo sito di Abu-Simbel

Tributo al grande coraggio dei cavatori di Carrara

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 FIVIZZANO. Oggi alle 11 nel Museo della Stampa di Palazzo Fantoni-Bononi viene inaugurata la mostra fotografica «Il salvataggio di Abu Simbel- il coraggio e la sfida dei cavatori di Carrara».  La mostra è dedicata a Pietro Vasoli di Fivizzano, che nel 1547 pubblicò la prima edizione italiana "Oro Apolline dei segni geroglifici presso gli Egizi".  Il sito archeologico di Abu Simbel, costruito da Ramsete IIº nel 1250 avanti Cristo, sorge lungo le rive del Nilo. E' composto da due templi scavati nella roccia, rimasti inviolati per secoli e interamente coperti di sabbia.  Nel 1817 l'esploratore italiano Belzoni riuscì a farsi largo tra la sabbia e ad entrarvi. Nel 1900 divenne meta di viaggiatori e personaggi illustri. Nel 1960, a causa della costruzione della diga di Assuan e dell'innalzamento delle acque, i due temoli rischiarono di essere sommersi dal Nilo.  Nello stesso anno l'Unesco lanciò un appello per rendere nota l'operazione di salvataggio e per cercare idee e finanziamenti. 114 Nazioni contribuirono all'iniziativa.  Nel 1963 fu approvato il "progetto Carrara" di matrice egizio-svedese, che traeva spunto dalle tecniche adottate nelle cave di marmo e prevedeva il taglio del tempio in blocchi e la sua costruzione in un'area limitrofa.  Per realizzarlo furono necessari la tecnica e le conoscenze delle maestranze carraresi.  Furono spostati più di mille blocchi del peso di circa 30 tonnellate.  Abu Simbel è oggi simbolo di una delle più grandi opere di ingegneria mai realizzata in ambito archeologico. Infine, nel 1969, l'Unesco l'ha riconosciuto come patrimonio mondiale dell'umanità. M.L.

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