Il Tirreno

IACOPO FERRI

«Scegliere il medico di famiglia dev'essere un diritto per tutti»

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 FIVIZZANO. Interrogazione regionale sui medici di famiglia e sul diritto degli assistiti di poterli sceglierli fuori comune, secondo l'Asl di appartenenza: in Lungiana scoppia la polemica.  Il consigliere del Granducato Jacopo Ferri, nelle fila del Pdl, ha presentato un'interrogazione in Regione affinché la stessa intervenga al più presto per chiarire e risolvere il persistente problema che da tempo coinvolge alcune realtà territoriali della Lunigiana.  Proprio in merito al diritto di scelta del medico di famiglia.  «Diversi cittadini residenti nei comuni di Tresana e Licciana - scrive Ferri - dopo aver domandato alla Asl di scegliere il proprio medico di famiglia al di fuori dei propri comuni di residenza si sono visti negare questo diritto. A giustificazione di tale decisione è stato sostenuto dall'Asl che "derogare" alla "regola" di scegliere il medico fra quelli che operano nell'ambito in cui i cittadini risiedono era ed è possibile, per i cittadini di quei comuni, solo entro la percentuale del 5% del totale degli assistiti che in quel momento il medico prescelto si trova a seguire».  Secondo l'esponente del PdL in consiglio regionale «la questione è delicata perché mette a rischio il diritto di scegliere il proprio medico di fiducia fra tutti coloro i quali operano in regime convenzionale per conto dell'Asl di appartenenza e non solo fra i medici iscritti nel proprio ambito di residenza. Tale diritto va invece senza dubbio garantito in ossequio alla salvaguardia dell'essenziale e irrinunciabile rapporto di fiducia medico-paziente e quindi quale espressione concreta del diritto alla salute costituzionalmente previsto e tutelato, così come, del resto, anche specifiche pronunzie giurisprudenziali (Tar Abruzzo e Lazio e Consiglio di Stato) hanno nel tempo ribadito». Ferri aggiunge inoltre che «tali dinieghi (e il limite richiamato del 5%) si siano riscontrati e si riscontrino soltanto per le domande di cittadini dei comuni di Tresana e Licciana, mentre non corrispondano a domande provenienti da altri comuni dell'alta Lunigiana o della Costa sempre ricompressi nell'ambito dell'Asl di Massa Carrara. Ai secondi è perciò garantito il diritto di scegliere liberamente il proprio medico, ai primi tale diritto è invece palesemente negato nel caso in cui il medico prescelto, operante fuori dal territorio di riferimento, abbia già un carico di pazienti superiore al 5% del totale degli assistiti registrati al momento della richiesta».  Il consigliere regionale si augura infine che «la Regione intervenga rispetto a questa vera e propria prassi sbagliata e discriminatoria invitando l'Asl a dare tutte le opportune spiegazioni e soprattutto facendo sì che vi sia posto rimedio, in modo che sia sempre e a tutti garantito il diritto di libera scelta del medico di famiglia». M.L.

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