Il Tirreno

Marmo. Produzione in risalita, alle pese nel primo semestre il Comune ha registrato più blocchi, detriti e terre

Scaglie, controlli anti evasione

Cinzia Carpita
Trasporto del marmo in blocchi e scaglie dalle cave a valle e l’impianto delle pese a Torano
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Trasporto del marmo in blocchi e scaglie dalle cave a valle e l’impianto delle pese a Torano

Meno carbonato di calcio, altri usi a bassa tariffa, ripercussioni sul gettito

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 CARRARA. Cresce la produzione di marmo delle nostre cave nel primo semestre di quest'anno, rispetto a quello del 2009: pià blocchi, scaglie e terre. Ma per le scaglie è cambiata in parte le destinazione, dopo l'uscita di scena dell'Imerys, spostando quantitativi dalla tariffa più alta a quella più bassa. Il Comune si interroga e farà verifiche: è cambiato il mercato, come sembra, o ci sono evasioni della tassa?  Blocchi in risalita. I blocchi estratti dalle cave, hanno fatto registrare nel primo semestre un più 5% rispetto allo stesso periodo del 2009, per un totale di 519.929 tonnellate passate dalle pese di Torano. Per trovare un simile quantitativo dobbiamo andare indietro fino al 203 (547mila tonnellate), perché dal 2004 al 2009 la produzione di blocchi si è attestata attornoa alle 400mila tonnellate. Se il trend positivo venisse confermato anche nel secondo semestre, la produzione toccherebbe il milione di tonnellate, tornando ai tempi d'oro del 2001 e 2002.  Scaglie in movimento. Le scaglie bianche, cioè quelle che per tipologia più pregiata si prestano ad essere utilizzate per il carbonato di calcio, (tariffa di 3,60 euro a tonnellata), sono salite a 770.588 tonnellate contro le 758mila dello scorso anno (primo semestre), ma nella serie storica, dal 2005 avevano superato il milione di tonnellate. In questi sei mesi sono riaumentate del 2,04%.  Ma sono aumentate del 19% e del 20% rispettivamente le scaglie scure (che per tipologia non possono entrare nel mercato del carbonato di calcio e che hanno la tariffa comunale di 1,20 euro a tonnellata) per un totare di 746.677 tonnellate (+ 19,58%), e le scaglie per scogliere attestatesi sulle 3mila tonnellate (+ 20,56%).  Marco Tonelli, direttore generale del Comune, ha illustrato i dati della produzione semestrale alla commissione marmo. L'amministrazione effetuerà verifiche sul trend delle scaglie, perché pare che uno quota di quelle bianche, cioè a tariffa più alta, si sia spostata verso la tariffa più bassa: il motivo sarebbe che, avendo cessato la Imerys l'attività locale destinata alla produzione di carbonato di calcio, quei quantitativi di scaglie bianche verrebbero ora destinati ai cosiddetti usi civili (come le massicciate stradali) accrescendo questa voce. Ma il Comune non esclude che possano esserci invece delle evasioni della tariffa più alta, che si ripercuoterebbe sul gettito. Un'ipotesi che sarà verificata. Secondo Tonelli, «le scaglie bianche sembrano avere risentito di più della crisi generale, ed hanno una ripresa più lenta: non c'è più l'attività Imerys, ed è crollato l'export di granulati dal porto. Ma ci sono timori che dietro tutto ciò possa invece nascondersi un'evasione». In pratica ci sarebbero scaglie da 3,60 euro che "diventano" scaglie da 1,20 euro con la motivazione che la destinazione non sarebbe più quella del carbonato di calcio. E' così? Le scaglie bianche hanno ora un mercato meno buono? si domanda il Comune. E intende approfondire la questione. «Io penso che sia più un problema di mercato, che di evasione», dice Tonelli.  Terre scese a valle. Risale anche la produzione di terre portate via dalle cave: un semestre da 147mila tonnellate, più 35,37% rispetto al 2009, ma siamo lontani dalle 300 mila tonnellate del 2005. La previsione di gettito complessivo del marmo è di 15 milioni e 300mila euro.

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