La manifestazione
Sanac, indagine sull'esplosione
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Una veduta dallalto della Sanac e a destra, pompieri in azione Fuori pericolo i tre operai ustionati nel silos
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MASSA. Sono fuori pericolo i tre operai rimasti ustionati alla Sanac, l'azienda leader nella produzione di materiale refrattario. Erano da poco passate le due del pomeriggio, mercoledì - così ricostruiscono l'incidente alcuni dipendenti dell'azienda - quando esplode un silos che contiene magal, un materiale chimico pericoloso perché infiammabile. Ieri mattina i lavoratori si sono riuniti in assemblea per ricostruire l'accaduto e capire come quel contenitore sia potuto esplodere. L'Asl sta ancora facendo tutte le verifiche del caso. Da una prima ricostruzione sembra che i tre operai (di cui due della ditta di pulizie) stessero lavorando per svuotare il silos. Un contenitore nuovo, in grado di raccogliere circa 200 chili di magal. Quel silos doveva essere svuotato perché i camionisti sarebbero arrivati per ritirarlo, fare un nuovo carico e quindi riconsegnarlo alla Sanac. Sembra che svuotare quel contenitore non fosse semplice, probabilmente - secondo alcuni- l'imboccatura era un po' troppo corta e parte del magal rimaneva all'interno. Mercoledì, in vista dell'arrivo del camion, il caporeparto avrebbe incaricato i due operai della ditta di pulizia. E il vicecaporeparto (il terzo ferito) avrebbe dato loro una mano. «Tutta gente esperta» - assicura Roberto Belatti, sindacalista della Rsu in quota Cgil e da ieri nominato anche responsabile della sicurezza. «Anche i dipendenti della ditta esterna - prosegue - hanno lavorato nei reparti in cui si usa il magal, sanno bene che non si possono utilizzare alcuni strumenti per la pulizia. Per questo non capiamo bene cosa possa essere accaduto». Perché improvvisamente il silos esplode. Il vicecaporeparto riporta ustioni di secondo e terzo grado e viene trasferito a Parma. Ieri mattina è stato operato ad un braccio. L'operaio ricoverato a Genova ha, invece, lievi ustioni sulla faccia e bruciature ad una gamba: il magal ha corroso i suoi pantaloni. Il terzo ustionato, all'ospedale di Massa, sta meglio e a giorni potrebbe essere dimesso. Roberto Belatti spiega che «non si sono verificati incidenti prima e ovunque ci sono cartelli che indicano le precauzioni necessarie». Sarà l'Asl a ricostruire l'accaduto. C.S.
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