Il Tirreno

Quei lavoretti a casa Iodice e Cantone

Chiara Sillicani
Un momento della conferenza stampa della polizia per illustrare i risultati raggiunti con l’operazione “Do ut des”
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Un momento della conferenza stampa della polizia per illustrare i risultati raggiunti con l’operazione “Do ut des”

Santacroce provvedeva ad aggiustare cancelli e caldaie e a ristrutturare i tetti

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 MASSA. Gli inquirenti non hanno dubbi - e nell'ordinanza di custodia cautelare lo ribadiscono più volte - il direttore del carcere Salvatore Iodice e il contabile Salvatore Cantone avevano rapporti con l'imprenditore Prospero (per gli amici Renato) Santacroce. E quei rapporti avrebbero portato vantaggi ad entrambe le parti: Iodice e Cantone avrebbero favorito l'assegnazione dei lavori alla ditta Comies di cui Santacroce è amministratore e lui, da parte sua, li avrebbe ricambiati. Come? Beh, facendo lavori a casa loro senza essere pagato o a prezzi scontatissimi e fuori mercato.  E la cosa - questa la tesi dell'accusa - sarebbe aggravata ulteriomente dal fatto che sia il direttore sia il contabile, avrebbero compito, da pubblici ufficiali,«atti contrari ai propri doveri d'ufficio».  E a suffragare l'ipotesi - gli inquirenti lo scrivono a chiare lettere negli atti - ci sarebbero le intercettazioni telefoniche.  Lavori a casa di Iodice. Secondo la Procura, infatti, il direttore del carcere avrebbe «accettato la promessa di ricevere da Santacroce utilità» consistenti in lavori nella sua casa di La Spezia. E quella promessa sarebbe stata seguita «dalla effettiva realizzazione dei lavori per l'ammontare di 20mila e 736 euro, dal mese di aprile 2006 al mese di marzo 2009». E quei lavori sarebbero stati realizzati a prezzi «dimezzati ed estremamente favorevoli». Insomma, per gli inquirenti c'era «un accordo corruttivo tra il direttore e l'imprenditore» che non consisteva soltanto nella «corresponsione di denaro», ma anche nell'esecuzione di lavori, con sconti «straordinari» come li definisce la Procura.  Quella di Iodice - si legge nell'ordinanza - «è una villa ottimamente rifinita, con tutti i segni distintivi della residenza di pregio». Negli atti è riportata, a conferma, una telefonata in cui lo stesso Iodice avrebbe raccontato al fratello che la casa, «gli costa, per lavori di manutenzione, circa 25-26mila euro l'anno». A confermare l'ipotesi dello scambio appalti - lavori a casa del direttore sarebbero alcune intercettazioni ambientali relativa a lavori effettuati nell'abitazione di La Spezia. «Nel corso di una conversazione emerge che, oltre all'intervento richiesto - sono stati effettuati diversi lavori al cancello», quattro in totale. Ma quei lavori non sarebbero stati fatturati. Mentre Iodice chiede regolarmente fattura quando si tratta di lavori condominiali.  Le ristrutturazioni al tetto di casa Cantone. Per gli inquirenti anche a casa del contabile del carcere sarebbero stati effettuati lavori, non pagati, nel febbraio - marzo 2009. In particolare - questa la posizione dell'accusa - Cantone «avrebbe compiuto atti contrari ai propri doveri d'ufficio alterando il regolare svolgimento della gara fari sezione C». Avrebbe inviato a Santacroce «il modulo di offerta, prima dell'indizione della gara». In cambio, appunto, di lavori.  Un primo intervento sarebbe stato effettuato al termostato. Ma ci sarebbero - secondo la Procura - lavori più consistenti al tetto dell'abitazione del contabile, a Montignoso. In una conversazione Cantone spiega a Santacroce di avere problemi con il tetto: «addirittura, addirittura scorreva dentro, sgocciolava...». E Santacroce chiede se si tratta dell'intervento già fatto (facendo supporre che ci siano stati altri lavori). Poi Cantone parla di un radiatore che perde acqua: «Perde acqua, ee, bisognerebbe, sennò va giù la caldaia e mi stacca».  Insomma, lavori, anche di entità contenuta che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati usati come scambio per i "favori" fatti all'imprenditore.

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