La manifestazione
Cantone: «Attenti a cosa dite»
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Lingresso del carcere di via Pellegrini sorvegliato da un agente Nell'inchiesta anche minacce ai dipendenti
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MASSA. Spunta anche il nome di Franco Gabrielli, montignosino, attuale prefetto dell'Aquila e successore designato di Franco Bertolaso alla guida della Protezione civile, nell'inchiesta Do ut Des. Gabrielli, va detto subito, è del tutto estraneo alle vicende di Appaltopoli. È anzi, il destinatario di una delle prime denunce su quanto avveniva nel carcere. Una serie di lamentele che uno dei dipendenti della casa circondariale decise di rappresentare proprio al dottor Gabrielli, suo vicino di casa e da lui conosciuto come servitore dello Stato. In altre parole: il dipendente parla con il prefetto Gabrielli il quale, probabilmente (così ricostruiscono gli inquirenti) scrive sul computer una memoria delle lamentele raccolte. Tali appunti finiscono tra gli elementi raccolti dalla Mobile come un "esposto" anonimo. L'autore della denuncia viene però successivamente (nel marzo scorso) individuato e ascoltato dalla procura. E di fronte agli inquirewnti conferma e rincara la dose. Raccontando, tra l'altro, di una riunione svoltasi nell'estate 2009 con Salvatore Cantone (il contabile in carcere ndr.) e una quindicina di persone. «In quest'occasione - riferisce la "gola profonda" agli inquirenti - Cantone ci informò che sia lui sia il direttore Iodice erano stati inquisiti ritenendo che questo fosse da imputare anche a delle voci circolanti in carcere. Aggiungeva di essere stato accusato di avere usato materiale dell'amministrazione pubblica per ristrutturare la propria abitazione e di avere fatto in modo che la moglie restasse da sola a gestire l'ufficio acquisti proprio per rendere possibile ai due coniugi di spendere a loro piacimento i soldi pubblici». Cantone, insomma, stando a questa deposizione, rivela di sapere già dell'inchiesta. E ai suoi colleghi dice chiaro di non parlare più all'esterno di quanto sta accadendo. Fino a minacciarli: «Cantone diceva che nel caso in cui le indagini avessero avuto un seguito e qualora fossero giunte fino a un processo, noi avremmo dovuto fare attenzione alle cose da dichiarare in un'eventuale testimonianza, altrimenti ci sarebbero state ripercussioni nei nostri confronti». C.F.
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