Il Tirreno

Spiaggia libera, ancora proteste per lo sporco

Ilaria Bernardini

Di fronte alla Turimar si è attivato un bagnino coi sacchi di immondizia

3 MINUTI DI LETTURA





 MARINA DI MASSA. Forti disagi alla spiaggia libera davanti alla Turimar. Le segnalazioni arrivano da più parti e riguardano almeno un paio di aspetti. Ovvero la sporcizia e la mancanza di tutela per i bagnanti, mentre si riaccendono le polemiche sulla divisione fra spiaggia libera e privata, a pochi metri di distanza l'una dall'altra.  L'anno scorso l'amministrazione comunale era arrivata ad un compromesso secondo cui il 30% della spiaggia poteva essere gestito da privati, ma il restante 70% (la maggior parte, quindi) avrebbe dovuto rimanere a disposizione di tutti.  E così è stato. Gli amanti del mare a costo zero, inoltre, devono poter usufruire delle toilette e del servizio di sorveglianza (cioè dei bagnini). Questi ultimi, infatti, oltre ad una pulizia adeguata, sono a carico, da un punto di vista economico, dei gestori degli stabilimenti privati. L'assessore alle attività produttive Luigi Della Pina, infine, aveva ammonito con severità: «A chi non rispetta le regole verrà revocata la licenza».  A un anno di distanza, però, qualche problema è rimasto. Tanto che ieri mattina un turista ci ha segnalato che lo stabilimento balneare privato si è allargato oltre i limiti previsti e ha invaso una porzione che avrebbe dovuto rimanere libera. E non è tutto: la spiaggia senza ombrelloni è in condizioni disastrose. «Ci sono rifiuti ovunque e mancano i bidoni appositi», ha detto il turista.  Inoltre, sempre secondo la persona che ha fatto la segnalazione, i gestori dello stabilimento balneare avrebbero portato via dalla spiaggia libera i ciottoli più piccoli lasciando i sassi di dimensioni maggiori, sui quali camminare è più scomodo e a volte rischioso. Per non parlare del fatto che pulire risulta più complesso. Per di più, questa spiaggia spesso è frequentata da rom, che purtroppo in molti casi non rispettano le norme basilari del vivere comune.  Qualche giorno i nomadi sono entrati in acqua con una piccola imbarcazione che poi hanno fatto affondare. Fin qui, pazienza: solo che dalla barca emerge ancora uno spunzone, dalla palese pericolosità. Il nostro lettore ha chiesto ad un bagnino di intervenire, ma gli è stato risposto che mancano gli attrezzi necessari. Si è quindi rivolto alla Capitaneria di porto, dove gli è stato spiegato che occorre delimitare la zona a rischio.  L'assessore Della Pina non si nasconde e ammette le difficoltà. «Abbiamo preso atto alla spiaggia libera della situazione problematica e cercheremo di porvi rimedio». Nel frattempo bisogna quindi constatare il declino di una spiaggia molto amata dai massesi e ottima anche per i turisti dal budget limitato.  Ieri pomeriggio un bagnino stava ripulendo a fondo l'area, tirandola a lucido. È ancora da chiarire se lo stesse facendo per iniziativa personale o se fosse stato sollecitato da qualcuno. La questione della pulizia, per ora, sembra dunque risolta. Rimane però da accertare se lo stabilimento privato si sia effettivamente appropriato di uno spazio che non gli spettava.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa