Il dolore
Presenti in massa allassemblea della Montana per salvare lostetricia dellospedale di Pontremoli
Punto nascite, sos a Rossi
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La sala gremita dalle mamme pontremolesi Il presidente della Regione chiamato in causa dalle mamme
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LICCIANA NARDI. Non sono davvero mancate le donne del comitato pro punto nascita dell'ospedale di Pontremoli, all'assemblea della Comunità montana, convocata al castello di Terrarossa: erano decine, parecchie delle quali, mamme, che hanno pensato bene di portare con loro i figli, anche molto piccoli, per dare più forza alla protesta contro la chiusura del reparto di ginecologia e ostetricia. A mancare, però, è stato il direttore generale dell'Asl 1, Antonio Delvino, la cui presenza era prevista e che, probabilmente, sarebbe stato oggetto di contestazione da parte delle donne del comitato. Signore che invece si sono comportate molto civilmente di fronte ai sindaci lunigianesi riuniti nell'assemblea della Comunità montana, ma che hanno fatto sentire la loro voce, anche alzandola, con Clara Cavellini, consigliere comunale a Filattiera, ormai assurta al ruolo di leader della protesta contro la chiusura del punto nascite. Non a caso, proprio quest'ultima si è occupata di distribuire fra i presenti decine di cartoline già affrancate da inviare al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, presso piazza Duomo 10 a Firenze; sul frontespizio la cartolina reca l'immagine di una culla e la seguente scritta: «No alla chiusura del reparto di ginecologia ostetricia e dell'ospedale di Pontremoli - Difendiamo i nostri diritti». Tornando all'assemblea della Comunità montana, questa è stata caratterizzata, inizialmente, dalla presentazione di un documento da parte del gruppo del Popolo della libertà, letto da Matteo Mastrini, con cui si chiedeva, perentoriamente, il mantenimento del punto nascita del Sant'Antonio Abate di Pontremoli. Seguiva una accesa discussione e la decisione di anticipare il punto inerente l'ospedale di Pontremoli. Entrato nel vivo il dibattito, lo scontro fra maggioranza di centrosinistra e opposizione di centrodestra è ruotato sui tagli alle Regioni del governo Berlusconi e su questo i capigruppo non riuscivano a mettersi d'accordo per un documento condiviso da sottoporre all'assemblea: infatti, il capogruppo del Partito Democratico, il sindaco di Fosdinovo, Antonio Dadà, nel condannare i tagli che avrebbero portato alla situazione di rischio chiusura per il punto nascite di Pontremoli, parlava di 5 milioni e mezzo di euro in meno del governo Berlusconi all'Asl, mentre Mastrini invitava il centrosinistra a non sfuggire alle proprie responsabilità, invitando a pensare agli alti stipendi dei dirigenti Asl. Alla fine, però, un accordo faticoso è stato raggiunto su un documento di quasi tutta l'assemblea (si è astenuto il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi), ossia dell'assoluta necessità di mantenere il punto nascita e dei tagli operati nei confronti delle Regioni. G.U.
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