Il Tirreno

L’indagine. I soldi in realtà erano stanziati per progetti sociali. La Procura ha sentito anche Sara Vatteroni

Iodice puntava ai fondi della Provincia

<b>LA SEDE.</b> Palazzo Ducale ospita la Provincia
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LA SEDE. Palazzo Ducale ospita la Provincia

Per l'accusa servivano per pagare imprese che facevano lavori a casa sua

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 MASSA. Un'ordinanza di misure cautelare di ben 287 pagine. In cui si ripercorre l'indagine, si descrivono specifici episodi, compaiono nomi e soggetti. E in quel faldone, fa la su comparsa anche la Provincia. Perché - questa la tesi degli inquirenti - Iodice avrebbe promesso a due imprenditore l'assegnazione, appunto, di fondi provinciali.  E per capire meglio quanto accaduto gli inquirenti hanno raccolto sommarie informazioni anche da Sara Vatteroni, assessore alle finanze. A lei, infatti, il direttore Salvatore Iodice, si sarebbe rivolto per avere i finanziamenti. I due imprenditori, a cui sarebbero stati promessi soldi, anche loro agli arresti, sono Massimo Antonelli, titolare di Arte e Giardini e Mario Cesare Rotella, socio della società Rotella Landscape & Outdoor.  La Procura sostiene che i due avrebbero fatto lavori nella casa del direttore del carcere a La Spezia e Iodice avrebbe «promesso ad entrambi l'assegnazione di fondi della Provincia per il completamente del progetto area verde, prosecuzione di quello "Carcere quartiere della città" (finanziato dalla Provincia)». E la tesi è suffragata dal fatto che non risulterebbero fatture emesse da Rotella a carico di Iodice per l'opera svolta nella sua abitazione.  Il progetto della Provincia. In effetti - come gli inquirenti ricostruiscono negli atti - l'amministrazione provinciale nel 2008 ha approvato il progetto "Carcere, quartiere città", finalizzato al miglioramento della qualità di vita dei detenuti. I fondi per realizzarlo erano previsti nel Peg (piano economico di gestione). Dopo l'approvazione del progetto, il carcere organizzò una gara informale che si era risolta a favore della Arte e Giardini. L'anno dopo, siamo nel 2009, la Provincia stanzia nuovamente somme a favore dei carcerati, per un progetto stabilito con determina. Anche questo secondo progetto, prosecuzione del primo, prevede una gara, che non si svolge. La Procura ipotizza che sia accaduto qualcosa e non a caso sente l'assessore.  Sara Vatteroni avrebbe spiegato che Iodice «essendovi fondi deliberati nel bilancio Peg, le aveva inoltrato altre richieste di intervento» ma vista l'entità l'assessore chiede un dettaglio delle lavorazioni previste. Iodice indica quindi «un progetto di recinzione di verde intorno alla ludoteca, di costruzione di un impianto di irrigazione, di creazione di aiuole e piantumazione di arbusti». Alla Vatteroni qualcosa non quadra perché quegli interventi non le paiono funzionali «agli obiettivi sociali», insomma al miglioramento della qualità della vita carceraria. Chiede, quindi, alcune modifiche e domanda un parere di «congruità al settore agricoltura». MaA senza attendere il responso, la dirigente alla cultura «decide di stanziare solo 6mila euro, stabilendo che dovevano essere utilizzati solo ed esclusivamente per costruire un bagno di servizio alla ludoteca, per comprare tavoli, panchine e gazebo per l'area colloqui». Insomma, per migliorare concretamente la qualità di vita dei carcerati. Saputo dello stanziamento - spiegano negli atti gli inquirenti - Iodice avrebbe rinunciato. Insomma - questa la loro ipotesi - il direttore avrebbe cercato di "far passare" interventi di giardinaggio come interventi sociali per ricambiare i due imprenditori che avrebbero svolto lavori a casa sua. C.S.

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