Il Tirreno

L’operazione “Do ut des”. Intrecci e interessi dietro gli appalti per il carcere

Una cricca alla massese

Claudio Figaia
<b>IL CARCERE.</b> L&#146;ingresso della casa circondariale di cui sono stati arrestati il direttore e il contabile. A sinistra l&#146;ingresso della Comies
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IL CARCERE. L’ingresso della casa circondariale di cui sono stati arrestati il direttore e il contabile. A sinistra l’ingresso della Comies

E la ditta di giardinaggio faceva lavori gratis a casa di Iodice

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 MASSA. Un bello spaccato del modo di amministrare la cosa pubblica, quello che emerge dall'indagine della procura sugli appalti in carcere. Dipendenti dello Stato (il direttore e il contabile della casa circondariale, funzionari e dirigenti del ministero) che aggiustavano le procedure per l'affidamento dei lavori facendole passare per opere «di somma urgenza» favorendo sempre le stesse aziende. Gli imprenditori che ricambiavano con mazzette in denaro e favori vari. Compresi lavoretti gratuiti di giardinaggio nella villa spezzina del direttore del carcere Salvatore Iodice. E cvhe dire dei lavori affidati a una imprenditrice del settore moda-tessile ritenuta vicina allo stesso Iodice, o dell'auto blu usata per viaggi privati...  Insomma un sistema che ricorda metodi e usanze della cricca nazionale, quella degli Aneomone e Balducci, quella delle procedure d'emergenza per organizzare regate, quella della Protezione civile che appalta senza controlli. Qui si lavora in piccolo è vero: se là si parla di appalti da decine di milioni, a Massa le cifre sono dell'ordine delle centinaia di migliaia di euro (anche se il totale degli appalti connessi al carcere esaminati dagli inquirenti vale circa 12 milioni). Ma l'andazzo pare lo stesso.  E dietro, un intreccio di relazioni e interessi. Uno degli arrestati, Salvatore Cantone, contabile della casa di reclusione cittadina apuana nonchè sindacalista della Cgil è anche un appassionato di basket. E la società di pallacanetro femminile di cui è stato a lungo dirigente e allenatore ha uno sponsor: la Comies Srl. Ossia la società di impianti elettrici e di progettazione edilizia di cui è amministratore Prospero Santacroce detto Renato (anch'egli finito ieri in carcere) coinvolta nell'inchiesta. Insomma «Do ut des» - come suggerisce il nome dato all'operazione della polizia - non solo negli appalti ma anche nello sport.  Le vicinanze politiche, poi. Lo stesso Cantone è stato candidato nelle elezioni del 2008 in Impegno per Massa, una lista che appoggiava il sindaco Roberto Pucci («Non lo conosco», ha dichiarato però il primo cittadino all'Ansa), mentre Santacroce viene indicato come di "fede" repubblicana e vicino, almeno negli scorsi anni, al Partito democratico. «Questi arresti non sono un fulmine a ciel sereno» dichiara intanto il Sappe, sindacato autonomo degli agenti di polizia penitenziaria, «di questa vicenda si chiacchierava da molto tempo per i corridoi; oggi è scoppiato il bubbone».  Il Sappe esprime poi «piena fiducia» nella magistratura e dice «grazie» ai colleghi del Nic «che hanno dovuto fare pulizia in casa loro, con grande discrezione e professionalità; noi siamo una forza di polizia pulita; i panni sporchi li laviamo davanti alla gente».

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