Finanza
Da ieri condizionatori accesi ma porte aperte per non stare stipati come sardine: la situazione non cambia
Caos alle Poste, interviene Zubbani
Sara Ligutti
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Code, caldo e diagi alle Poste di via Apuana Ultimatum del sindaco sull'inizio dei lavori nella vecchia sede
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CARRARA. Continuano i disagi alle poste di Via Apuana, fra il caldo estivo e le lunghe attese, ma con una novità. I condizionatori d'aria adesso sono accesi ma la sede è così angusta che le porte d'ingresso continuano a rimanere aperte: altrimenti - dicono gli utenti - «si starebbe pressati come sardine». E così, anche con i climatizzatori, la situazione resta invariata. Sulla questione è intervenuto anche il sindaco Zubbani con una lettera alla direzione provinciale e regionale delle Poste. «Quali iniziative l'Amministrazione delle Poste Italiane intende adottare per attenuare e, se possibile, far cessare del tutto e nel più breve tempo possibile, i disagi causati agli utenti impedendo che si creino disagi anche per la salute?» Chiede il sindaco al direttore Alberto Rossi. E poi lancia un ultimatum: «Le sarei altrettanto grato - prosegue la lettera - se, contestualmente, volesse informarmi anche in merito alla necessaria ed indifferibile ristrutturazione dello stesso Palazzo delle Poste Centrali, più volte sollecitata nel corso di appositi incontri, restituendo così alla città un edificio di indubbio pregio ma che, nelle condizioni attuali, testimonia un immotivato abbandono e, proprio per questo, ancor più inaccettabile da parte della città e dell'Amministrazione». La risposta ufficiale si attende in queste ore, tuttavia il sindaco ha già ricevuto qualche risposta a voce. Dalla direzione, infatti, hanno assicurato che i loro uffici tecnici, preposti a controllare la salubrità degli ambienti, si sono già messi all'opera. Proprio in questi giorni dovrebbero intervenire per risolvere il problema delle porte aperte con i condizionatori accesi e, prossimamente, sono previsti anche dei lavori per creare feritoie e prese d'aria. E, proprio per quanto riguarda le porte aperte, molti utenti, pur facendosi aria con ventagli di fortuna, giustificano la situazione così: «L'ambiente è troppo ristretto e se chiudi tutto a qualcuno potrebbe venire pure un attacco d'ansia. E poi bisogna far cambiare l'aria, ogni tanto». Intanto, il piccolo ventilatore a muro che lunedì era riuscito a dare un minimo di refrigerio ad impiegati e utenti, ieri è stato fatto togliere per ordine delle Poste di Firenze, che avrebbero decretato: «Lì non ci deve stare». In compenso, magra consolazione, sono state abbassate le tende per cercare di riparare l'ambiente dal solleone di luglio. Ma la situazione, per il momento, rimane ancora senza soluzione. Quel che è certo è che gli uffici, diventati ormai dal 2008 la nuova sede delle Poste di Carrara, non piacciono a nessuno. «Ma quando le rimettono al loro posto?» domanda un'anziana signora, sconsolata, quasi parlando fra sé e sé. «Ormai mi sa che rimangono qua» le fa eco qualcun altro. Il malcontento sale e gli utenti, anche se ormai rassegnati a non veder cambiare la situazione in tempi brevi, vogliono delle risposte. Come già comunicato ieri su queste pagine, secondo fonti ufficiose sembrerebbe che le Poste stiano cercando di ridurre i tempi per riaprire il palazzo di via Mazzini. Ma sul come e sul quando non c'è ancora nulla di certo. Ma non sono solo il caldo e le lunghe attese - particolarmente pericolose per gli anziani e i bambini - ad infastidire gli utenti. Come già ricordato, per chi deve spostarsi in macchina, c'è anche il problema del parcheggio (per di più a pagamento) che costa un euro. Inoltre gli uffici di Via Apuana non sono dotati di pedana per favorire l'accesso di anziani e disabili. Infatti, lo scalino di circa dieci centimetri all'entrata, rappresenta una barriera architettonica abbastanza difficile da superare.
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