Il Tirreno

Soffocanti e strette, rivolta alle poste

Sara Ligutti
Soffocanti e strette, rivolta alle poste

Cittadini infuriati: e il gradino all'entrata è una barriera architettonica per disabili e anziani

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 CARRARA. E' ormai rivolta completa, da parte dei cittadini, alle poste di via Apuana: per i disagi causati dal caldo, dalla mancanza, finora, di aria condizionata e dall'ambiente troppo stretto per accogliere un gran numero di persone.  Una signora, inoltre, dice: «Venite a controllare la situazione anche d'inverno, soprattutto nelle giornata più fredde e piovose: la gente, quando c'è ressa, è tutta fuori sul marciapiede come d'estate, solo che è pure costretta a ripararsi dalla pioggia sotto le tende dei negozi che non garantiscono una grande protezione». Il Tirreno in effetti ha già rilevato in inverno questo disagio.  Il problema principale, per gli utenti, è l'ufficio in cui si sono trasferite le poste da via Mazzini. Ieri era stato messo un ventilatore volante su un mobile, ma la temperatura era sempre alta. Tutti ricordano l'antica sede con un pizzico di risentimento: «Quando si decideranno a tornare dov'erano prima? Lì si stava molto meglio.»  «Non si capisce perché non le rimettono più lì - dice Gaia Verdi - qui ci sono un sacco di problemi: il caldo, se non c'è l'aria condizionata, le code lunghissime. E' un continuo disservizio proprio perché la struttura non è adeguata. Inoltre gli operatori non sono sufficienti».  «E poi - continua - c'è anche il problema del parcheggio che, nelle vicinanze, è a pagamento e costa un euro (e più) all'ora. Una spesa aggiuntiva che non fa piacere a nessuno».  Fanno anche notare, che l'ingresso agli uffici è ostacolato da un gradino alto circa 10 centimetri: una barriera architettonica che rende difficile a disabili e anziani entrare senza problemi. E non c'è nessuna pedana per aiutarli.  Giancarlo Pezzica, in passato consigliere comunale, rincara la dose: «E' una situazione indecorosa: gli anziani devono fare la fila, stare al caldo, rischiare di sentirsi male e tutto per prendere una pensione di poche centinaia d'euro. Sono convinto che le poste non saranno mai rimesse dove prima».  Vincenzo Ratti è in fila da dieci minuti, ma ha ancora una quarantina di numeri davanti: «Prima che mi chiamino passerà almeno un'ora», dice, sfiduciato. E aggiunge: «E c'è pure il rischio che mi rimandino a fine mese perché vanno in ordine alfabetico. E poi, magari, mi dicono anche che se apro un conto la pensione la posso prendere subito. Ma per poco più di duecento euro di mensilità non ne vale proprio la pena.»  Stefania Serri racconta un'esperienza che è capitata ad una sua amica: «Lei viene qui, si fa tutta la fila per ritirare i soldi dal conto e poi, quando arriva il suo turno, le dicono che i soldi al momento non ci sono e che deve ripassare. Mi sembra assurdo che alle poste principali di Carrara capiti una cosa del genere. Quelle di Gragnana e di Fosdinovo sono piccolissime, ma almeno funzionano.»  Ma i racconti non sono finiti: «Una volta, quando gli uffici erano ancora nel palazzo delle Poste Centrali - continua Stefania Serri - sono entrata alle 10 del mattino e sono uscita alle 2 del pomeriggio. Perché? Perché la bolletta che dovevo pagare si era bloccata dentro il computer e non riuscivano più a tirarla fuori. Quindi non è che prima, nei vecchi uffici, fosse tutto rose e fiori. Però almeno l'ambiente in cui aspettavi era migliore: fresco e spazioso.»

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