Gioco
«Non chiuderò i punti nascita sotto gli 800 parti»
L'assessore alla sanità Daniela Scaramuccia replica alle mamme pontremolesi
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PONTREMOLI. Daniela Scaramuccia, assessore regionale alla sanità, replica alla lettera aperta indirizzatale da alcune mamme di Pontremoli dopo la sua visita all'ospedale Sant'Antonio Abate di venerdì scorso. Un incontro assai movimentato mentre, accompagnata dal direttore generale dell'Asl 1, Antonio Delvino, visitava la struttura prima di inaugurare la piazzola dell'elisoccorso.
«Nella lettera - esordisce Scaramuccia - vi dite preoccupate per la sicurezza e il futuro della vostra comunità, e interpretate l'eventuale chiusura del punto nascita di Pontremoli come un "progressivo e irreversibile declino con un impoverimento ulteriore a danno di cittadini che hanno la stessa dignità e contribuiscono allo stesso modo alla crescita della Toscana. Come giustamente scrivete nella vostra lettera, è preciso dovere, e ferma intenzione, di noi amministratori garantire la stessa qualità di cure a tutti i cittadini, in qualsiasi parte della regione essi vivano. Soprattutto ci preme garantire a tutti i cittadini adeguati standard di qualità così come indicato da illustri organismi internazionali, come l'Organizzazione mondiale della sanità e dalle Società scientifiche e sono certa che tutte le decisioni che la direzione dell'azienda prenderà in merito andranno in questa direzione e saranno dettate dalla volontà di garantire i massimi livelli di sicurezza per le mamme e per i bambini». Daniela Scaramuccia così prosegue: «Quanto alle dichiarazioni rilasciate nel corso dell'incontro con la stampa all'ospedale di Pontremoli, tengo a precisare che non ho assolutamente detto di voler chiudere tutti i punti nascita sotto gli 800 parti l'anno.
Ho detto invece che ci sono altre regioni che stanno valutando l'opportunità di porre come soglia minima per la garanzia di qualità e sicurezza un'attività di 800 parti l'anno. Infine, mi auguro che i toni del confronto su questo tema - che sta a cuore alle mamme e ai cittadini tutti di Pontedera, ma anche alla direzione dell'Azienda sanitaria, e a me come assessore al diritto alla salute di tutti i cittadini toscani - siano riportati nell'ambito di un dialogo pacato e civile».
«Nella lettera - esordisce Scaramuccia - vi dite preoccupate per la sicurezza e il futuro della vostra comunità, e interpretate l'eventuale chiusura del punto nascita di Pontremoli come un "progressivo e irreversibile declino con un impoverimento ulteriore a danno di cittadini che hanno la stessa dignità e contribuiscono allo stesso modo alla crescita della Toscana. Come giustamente scrivete nella vostra lettera, è preciso dovere, e ferma intenzione, di noi amministratori garantire la stessa qualità di cure a tutti i cittadini, in qualsiasi parte della regione essi vivano. Soprattutto ci preme garantire a tutti i cittadini adeguati standard di qualità così come indicato da illustri organismi internazionali, come l'Organizzazione mondiale della sanità e dalle Società scientifiche e sono certa che tutte le decisioni che la direzione dell'azienda prenderà in merito andranno in questa direzione e saranno dettate dalla volontà di garantire i massimi livelli di sicurezza per le mamme e per i bambini». Daniela Scaramuccia così prosegue: «Quanto alle dichiarazioni rilasciate nel corso dell'incontro con la stampa all'ospedale di Pontremoli, tengo a precisare che non ho assolutamente detto di voler chiudere tutti i punti nascita sotto gli 800 parti l'anno.
Ho detto invece che ci sono altre regioni che stanno valutando l'opportunità di porre come soglia minima per la garanzia di qualità e sicurezza un'attività di 800 parti l'anno. Infine, mi auguro che i toni del confronto su questo tema - che sta a cuore alle mamme e ai cittadini tutti di Pontedera, ma anche alla direzione dell'Azienda sanitaria, e a me come assessore al diritto alla salute di tutti i cittadini toscani - siano riportati nell'ambito di un dialogo pacato e civile».
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