Il Tirreno

DA FIRENZE

«Il condizionatore funziona»

C.C.

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 CARRARA. L'impianto di condizionamento alle poste di via Apuana non è guasto, anzi funziona benissimo, ma qualcuno per "cambiare l'aria" nei locali, ha aperto porte e finestre, annullando così l'effetto refrigerante, perché dall'esterno entrava il caldo. E' quanto ci dicono dall'ufficio stampa delle Poste di Firenze da noi interpellato a seguito delle proteste di questi giorni da parte degli utenti; e da Firenze aggiugono che il ventilatore su un mobile (che era comparso ieri ma con scarsi risultati sull'abbassamento della temperatura) sarà rimosso. Come dire: oltre che la rabbia, anche la beffa per gli utenti che in questi giorni hanno dovuto sopportare l'afa da deserto che c'era dentro l'ufficio postale del centro storico cittadino. Dalle poste di Firenze, fanno anche sapere, che è partita una comunicazione alla direzione della filiale provinciale e alla direzione dell'ufficio di via Apuana, affinché venga in pratica utilizzato il condizionatore, e comunque siano ripristinate nei locali condizioni di "vivibilità" contro la calura che ha mandato su tutte le furie i cittadini, costretti a lunghe file per attendere il proprio turno agli sportelli.  Vita difficile per quell'ufficio postale, nato dopo la chiusura delle poste centrali di via Mazzini. Prima un piccolo locale nel centro storico: proteste della gente. Poi stanze più ampie in via Apuana, ma nonostante l'impegno del personale per soddisfare la clientela, ci sono ancora disagi.  E ufficiosamente, si viene a sapere che le Poste stanno cercando di ridurre i tempi per riaprire il palazzo di via Mazzini chiuso dal 2008 (ieri, addetti, hanno portato via del mobilio). Si parla di uffici per servizi al pubblico, come un tempo. Ma non ci sono comunicazioni né sui tempi, né sui lavori. A metà giugno la commissione comunale urbanistica rispetto a un'osservazione alla variante del piano strutturale, presentata dalle Poste tramite la società Europa Gestioni Immobiliari spa (Egi), ha respiunto la richiesta di un cambio di destinazione d'uso del palazzo. L'Egi ha informato l'amministrazione che qualora l'ufficio postale dovesse rioccupare una porzione del piano terra, le attività sarebbero da considerarsi di natura commerciale. Il cambio di destinazione d'uso sarebbe «verso attività terziarie e di servizio private e commerciali». Ora il palazzo è destinato ad "Attrezzature e impianti pubblici". E le Poste sono diventate soggetto privato.

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