Il Tirreno

La protesta di un padre: a mia figlia minorenne l’Asl sollecita due prestazioni di pronto soccorso

«Chiesto il ticket su un intervento non fatto»

Il pronto soccorso dell’ospedale carrarese
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Il pronto soccorso dell’ospedale carrarese

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 CARRARA. Un'altra protesta per i ticket dell'Asl per prestazioni del pronto soccorso risalenti al 2008. La lamentela arriva da Paolo Bruschi, socio e collaboratore dell'Anmil. Sono arrivati a sua figlia due solleciti di pagamento, e uno per una prestazione, dice, che però non c'è stata.  Bruschi interviene nella bufera scatenata dalle cartelle Asl: «sperando che anche la mia testimonianza, insieme a quella di altri che vorranno seguirmi possa diventare un'arma vincente».  «Qualche giorno fa mia figlia si è vista recapitare due "solleciti di pagamento" da Equitalia per conto dell'Asl 1. Già il termine "sollecito" lo trovo alquanto innoportuno. Infatti nessuno, prima, ci ha notificato che c'era da pagare per le prestazioni sanitarie. Di solito dopo diversi avvisi di pagamento si procede al "sollecito". Il primo fa riferimento ad una prestazione, classificata con codice azzurro, del 27/02/2008 quando mia figlia, accompagnata da mia moglie, si è recata al pronto soccorso per una fortissima congiuntivite, per la quale nessuno ci ha comunicato di pagare. Il secondo sollecito, è datato 2/11/2009, (mia figlia ancora minorenne), e fa riferimento ad una prestazione, classificata con codice bianco, che a noi e tanto meno a mia figlia non risulta effettuata. Ho provato ha telefonare, per chiedere spiegazioni, al numero riportato sul sollecito e dopo diversi tentativi, mi sono sentito dire che potevano rispondere solo a mia figlia per motivi di privacy. Giusto. Ma quando mia figlia ha telefonato come facevano a sapere che era lei? Dato che non gli hanno chiesto nessuna generalità che potesse accertare la sua identità? Ad ogni modo si è sentita dire che la prestazione faceva riferimento ad un intervento, del quale mia figlia non ha avuto assolutamente bisogno».  Bruschi si lamenta anche del costo dei solleciti: per ognuno, «sotto la voce "costi di spedizione", ci siamo visti addebitare 8 euro».  Spera che il suo caso, e altre storie più o meno simili alla sua, «possano venire fuori in modo che le nostre grida diventino un urlo di disappunto».

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