Il Tirreno

Caltagirone guarda alle ex colonie

Chiara Sillicani
Caltagirone guarda alle ex colonie

La società ammette: dopo il porto, investimenti anche nelle aree vicine

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MARINA DI MASSA. Qualcuno giura di aver visto tecnici della società Acqua Pia Antica Marcia (tradotto: del gruppo Caltagirone) lungo via delle Pinete con lo sguardo puntato verso i terreni ancora liberi nella zona. E c'è chi assicura che un salto quei tecnici lo hanno fatto anche nell'area delle colonie. Insomma, oltre al porto c'è di più.

La società romana non punterebbe quindi soltanto alla creazione del porticciolo (come lo chiamano i massesi, nonostante i 1100 posti barca), ma sarebbe pronta ad investimenti importanti anche nelle aree vicine al porto. E il pensiero va immediatamente alle colonie, gioielli architettonici del litorale, con un enorme potenziale ricettivo.

Parla la società.
E a confermare che non si tratta di puro gossip economico è la stessa Acqua Pia Antica Marcia. Non che la società dica a chiare lettere di essere pronta ad acquistare terreni o a mettere mano alle colonie. Qualcosa, però, da Roma se lo lasciano sfuggire. Esordiscono ribadendo che a costruire il porto turistico in quel di Massa-Carrara ci tengono particolarmente. Anche perché la portualità è diventato il loro core business.  «C'è la volontà di realizzare il porto - sottolineano - anche perché non siamo presenti sul litorale tirrenico». Insomma, Acqua Marcia ha costruito o sta costruendo a Imperia, a Siracusa, a Fiumicino e Civitavecchia. E Massa -Carrara rappresenterebbe la loro penetrazione nel mercato toscano.

I tempi.
La società vuole aspettare di avere la risposta definitiva: quando la gara sarà terminata e si saprà chi realizzerà il porto turistico, allora sarà un'altra storia.  «Per ora è prematuro - precisano - parlare di altri investimenti». Prematuro, soltanto perché Acqua Marcia non sa ancora se farà il porto. Quando ne sarà certa, infatti, «valuterà la possibilità di più ampi investimenti, chiaramente legati alla portualità». Insomma se il progetto avrà futuro, allora i costruttori romani «faranno valutazioni, perché - proseguono - quando si fa un'operazione del genere (e si riferiscono all'entità dell'opera per dimensioni e costi), si cerca di finalizzare il proprio investimento in maniera più ampia». Non soltanto porto, appunto.  Anche se per parlare è ancora presto.

Alberghi? Del resto non è difficile capire che Acqua Marcia non punta soltanto alla realizzazione dei porti. Basta dare un'occhiata al sito della società: c'è uno spazio dedicato alle attività immobiliari, alle opere aeroportuali, turistico portuali e, appunto, turistico alberghiere. Insomma, non è surreale immaginare un porto firmato Caltagirone a cui facciano da contorno anche alberghi. Con la stessa firma.

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