Attenzione
In parecchi hanno risposto allappello e adesso quasi tutti i locali lasicano le saracinesche alzate
In città bar aperti per la Biennale
Sara Ligutti
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Bar con tavoli allaperto in centro Grande sforzo degli operatori: nelle ore calde no, mattina e sera si lavora
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CARRARA. Aperti per la Biennale, anche di domenica. La maggior parte dei bar in città ha deciso di tenere le serrande alzate la domenica, qualcuno persino il pomeriggio e la sera. Di clienti, però, soprattutto durante le ore più calde della giornata, se ne vedono pochi. Ma, dicono i gestori: «Bisogna tenere aperto anche per offrire un servizio alla città. E poi è il nostro mestiere.» Il primo bar aperto che s'incontra, percorrendo via Verdi, è il Cybo. Inaugurato da circa un mese, fa anche servizio gelateria e tiene aperto pure la domenica pomeriggio, dalle 17 alla mezzanotte. Il proprietario, Giorgio Neri, è soddisfatto di come stanno andando gli affari fin'ora. «La domenica mattina, attorno all'ora della colazione, viene abbastanza gente. Poi, dopo un buco di qualche ora, i clienti ricominciano a venire verso le 11 per prendere il gelato da portare a casa. La sera, invece, c'è molto più movimento, soprattutto rispetto agli altri anni vedo che la situazione è migliorata. Dalle 17 in poi non c'è un attimo di pausa, quindi, sì, vale proprio la pena tenere aperto». Anche la Gelateria Donà è aperta tutto il giorno, la domenica, addirittura fino a mezzanotte. «Visto che chiudono quasi tutti - dice la proprietaria Ottavia Grechi - vale la pena tenere aperto. Fosse solo per garantire un servizio ai pochi turisti che si vedono in città. E, comunque, a fine giornata vedo che di gente ne viene, quindi vale la pena lavorare anche la domenica». Anche secondo lei, poi, Carrara si è un po' risvegliata, rispetto agli altri anni. Ma non tutti sono dello stesso parere. Trudi Flutsch della pasticceria Caflisch, infatti, la pensa diversamente: «La domenica non c'è nessuno, anche perché in questa città non ci abita quasi più nessuno. È una città morta. Ci sono solo gli anziani. Chi ha la macchina se ne va fuori città, o al mare, soprattutto la domenica pomeriggio». In via Roma di esercizi aperti ce ne sono tre: il Nazionale (solo la mattina), la gelateria Tognozzi (tutto il giorno) e il Royal Cafè (tutto il giorno fino alle 22, a parte la pausa pranzo). Anche in piazza Alberica i bar aperti sono tre. C'è Le Logge, sempre aperto estate-inverno, che fa solo la pausa pranzo. «La mattina e la sera - dice la titolare - di gente ne viene. È durante le ore più calde che non si vede nessuno. Ma noi teniamo aperto comunque.» Anche il Cibart 08 è aperto tutto il giorno e fa solo un'ora e mezzo di pausa: dalle 16 alle 17.30. «Del resto è un servizio che dobbiamo garantire. Di gente non ce n'è tantissima, ma almeno i turisti si vedono, anche se un po' meno, rispetto agli anni passati» raccontano i fratelli Dell'Amico, i proprietari. Il Leon d'Oro è aperto tutte le domeniche. Chiude all'ora di pranzo e poi riapre alle cinque. Le cameriere sono soddisfatte: «la gente c'è e gli affari vanno bene.» Al Bar Arlecchino, però, sono tutt'altro che soddisfatti. Racconta Manuela Benedetti, la contitolare: «Domenica scorsa eravamo aperti, ma il pomeriggio non è venuto nessuno, a parte la solita gente. Se vale la pena tenere aperto? Aprissero tutti, soprattutto i negozi, sì. Ma così non è. I croceristi, poi, passano per la città ma non si fermano e non consumano. Al massimo vanno al bagno. Anche perché cosa ci vengono a fare qui?» A questa domanda risponde una cliente del bar: «Esatto, a Carrara non c'è nulla. Anche per la Biennale hanno trasferito tutto fuori città. Bisogna far vivere la città, se continuano a dislocare tutto il centro rischia di morire.»
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