Il Tirreno

BUFERA SULL’ASL

Cartelle del Pronto soccorso Vinchesi chiede l'annullamento

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 CARRARA. Cartelle di pagamento per i servizi del Pronto soccorso: le richieste di pagamento possono essere contestate. Al via le adesioni, in due punti di raccolta che saranno comunicati nei prossimi giorni - l'idea è del commendatore Andrea Vinchesi e del suo pool di legali - per chiederne l'annullamento e, nel caos si avesse già pagato, i rimborsi.  E si profila anche una maxi richiesta di danni da parte di quei cittadini che hanno visto arrivare nella loro cassetta postale il conto de Pronto soccorso.  Intanto è sempre più bufera sulla richiesta di pagamento (anche dopo uno o due anni) avanzata dall'Asl attraverso le cartelle di Equitalia.  Sul caso delle migliaia dei solleciti inviate dall'Asl ai cittadini intervengono il commendatore Andrea Vinchesi, consigliere comunale Api, e l'avvocato Sandro Castro, capo del pool di legali che si occupano della questione.  «A seguito di numerose richieste, provenienti dai cittadini, è stata approfondita la problematica delle somme chieste in pagamento dall'Asl a tutti coloro che, negli ultimi anni, hanno usufruito delle ordinarie prestazioni di pronto soccorso (c.d. codice bianco) - dicono Vinchesi e Castro - con annessi esami specialistici e diagnostici». «Sono state, infatti, riscontrate - proseguono - molteplici irregolarità, sia nelle modalità di richiesta del pagamento che nella quantificazione degli importi».  Il legale che sta seguendo la vicenda da vicino, insieme al commendator Vinchesi, va nello specifico.  «In particolare - dichiara - risulta addebitata ai cittadini una voce di spesa che non trova alcun riscontro nella legge. Inoltre, risulterebbe che i solleciti non siano stati preceduti da formali richieste di pagamento e che il termine di 20 giorni indicato nei solleciti non abbia nessuna validità, non essendo previsto da alcuna norma di legge».  «È necessario, poi, controllare il costo base della prestazione - prosegue il legale - Occorre verificare caso per caso sia il tipo di prestazione ricevuta dal pronto soccorso sia gli esami effettuati, per appurare se la prestazione sia dovuta o meno e queste verifiche avrebbero dovuto essere state fatte da subito dall'Asl, senza creare inutili e incomprensibili allarmismi e disagi sociali».  Il commendator Vinchesi, con l'ausilio del pool di legali, capeggiati dal professor Castro, nel caso in cui l'Asl mantenesse la propria posizione, predisporrà, nei prossimi giorni, due punti di raccolta delle adesioni (le ubicazioni dei quali verranno rese note al più presto), per avviare una richiesta di annullamento delle procedure in essere, invitando l'Asl a ritirare i solleciti di pagamento, a restituire ai cittadini le eventuali somme già riscosse, nonché a verificare, in maniera puntuale e giusta, la posizione di ogni singolo cittadino interessato. «Se tale allarmante situazione andrà avanti - annuncia Vinchesi - verranno attivate le azioni previste dalla legge affinché i cittadini ottengano giustizia e il risarcimento di tutti i danni subiti».

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