Il Tirreno

Il presidente della Compass: nessuno rischia il posto

L'Asl e sindacati al tavolo con i dipendenti delle cooperative

Il distretto sociosanitario in via Bassa Tambura a Massa
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Il distretto sociosanitario in via Bassa Tambura a Massa

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 MASSA.Il Concorso Asl per un posto da impiegato categoria C e la successiva assunzione di 52 impiegati hanno acceso le polemiche. L'azienda sanitaria, da parte sua, ha chiarito più volte che è in corso l'internalizzazione di alcuni servizi di front office, servizi fino ad ora affidati alla cooperativa Compass. Sulla questione recentemente è intervenuto il consigliere Stefano Benedetti che in una interpellanza regionale ha parlato di 78mila ore di servizio tagliate alla cooperativa.  Il messaggio era chiaro: con le nuove assunzione di personale amministrativo i dipendenti della cooperativa rischiano di rimanere a casa. È proprio il presidente della Compass, Bruno Conti, a voler fare chiarezza. Garantendo, prima di ogni altra cosa, che nessun posto di lavoro è a rischio e nessun dipendente della cooperativa si ritroverà senza busta paga a fine mese.  E questo soprattutto «perché la cooperativa è altra cosa rispetto all'azienda privata».  Poi il presidente rafforza il concetto: «noi siamo mossi dal principio della mutualità». Detto in altri termini, se il lavoro presso l'azienda sanitaria si riduce,la soluzione non è lasciare a casa, ma dividere equamenete il monte ore.  Bruno Conti ammette che «c'è stato un ridimensionamento dell'orario, fatto dall'azienda in base alle sue esigenze, ma non siamo ancora in grado di quantificare il numero complessivo delle ore tagliate». Non nega qualche difficolta, ma ninete di portata tale da lasciare a casa i dipendenti (senza dimenticare che qualcuno di loro è stato assunto dalla Asl perché ha partecipato al concorso ed è rientrato in graduatoria).  Non soltanto, il presidente ci tiene a far sapere che chi lavora con la Compass «non è lasciato solo». E a confermarlo c'è l'incontro convocato per il martedì. Allo stesso tavolo siederanno i rappresentanti della cooperativa, i sindacati (che hanno firmato il protocollo sulla cooperazione) e l'azienda sanitaria per fare il punto della situazione.  «Nessuno lascia soli i lavoratori - ci tiene a ribadire conti - da un mese siamo concretamente impegnati per tutelarli e tutti i dipendenti saranno salvaguardati». C.S

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