Sicurezza
In fila alle poste si boccheggia
Sara Ligutti
Manca l'aria condizionata, anziani stremati dal caldo
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Odissea alle poste di via Apuana. Code che durano anche un'ora, senza aria condizionata, e con pochi posti a sedere. Ambienti così ristretti che obbligano gli utenti, quando c'è fila, ad uscire sul marciapiede, sotto il sole cocente, rischiando anche di essere investiti dalle macchine. Ma i reclami arrivano anche per i motivi più disparati.
Adolfina Buggiani, delegata al ritiro della pensione per conto della madre cieca, si lamenta anche dei tempi estremamente lunghi per il ritiro della mensilità: «Mi hanno detto di aspettare la fine del mese di luglio, suggerendomi che, nel caso avessi aperto un conto corrente postale, i tempi di attesa si sarebbero accorciati e avrei potuto riceverla subito». Ieri mattina gli uffici delle poste di via Apuana erano stipati di gente. Molte persone in piedi, fra cui gli anziani, altri sul marciapiede sotto la canicola.
E ieri era la giornata scelta dalla Cgil Toscana per scioperare contro i tagli della manovra finanziaria e, per questo motivo, il personale era dimezzato. Tuttavia, secondo molti utenti, i disservizi non dipendevano dallo sciopero. O, almeno, non esclusivamente da quello. «Queste poste sono un continuo disagio - afferma Maria Vatteroni, in fila da mezz'ora - devo dire che non noto la differenza con gli altri giorni.
Non sembra neppure che ci sia uno sciopero, tanto qui è sempre così». Un'altra signora, Deanna Fabri, è circa un'ora che aspetta: «Quello che c'è da dire è che questo ambiente è un vero "schifo" e chi va fuori per prendere un po' d'aria rischia anche per il passaggio delle macchine: il marciapiede è troppo stretto.»
La rimostranza più diffusa, infatti, non è tanto per lo sciopero o per le lunghe attese, quanto per l'ambiente in cui gli utenti sono costretti ad attendere il loro turno. «C'erano tanti altri posti a Carrara dove trasferire le poste - continua, infatti, la signora - potevano sceglierne uno migliore. Non è tanto il problema dello sciopero, chi ha aderito ha fatto benissimo, quanto degli uffici postali in sé. Insomma, speriamo che intervenga il sindaco.» Agnese Cortese è in fila da 40 minuti per prendere una raccomandata. «Un'operazione velocissima, ci si mette un minuto al massimo a ritirare un pacco. Dovrebbero aumentare il personale, specialmente quando c'è così tanta gente.
Fra l'altro c'è da dire che un ambiente del genere non è per niente igienico: non è bene stare tutti così ammucchiati, con questo caldo». Mikaela Vilcu è più di mezz'ora che aspetta: «Devo pagare questo bollettino per poi andare di corsa ad iscrivere mia figlia al Liceo. Ho quaranta numeri davanti e, se si continua di questo passo, rischio pure di trovare la scuola chiusa e dover aspettare lunedì». Ma le lamentele arrivano anche da un ex-dipendente delle Poste, che preferisce rimanere anonimo. «Dentro è impossibile starci, si muore dal caldo. Manca proprio lo spazio per respirare».
Adolfina Buggiani, delegata al ritiro della pensione per conto della madre cieca, si lamenta anche dei tempi estremamente lunghi per il ritiro della mensilità: «Mi hanno detto di aspettare la fine del mese di luglio, suggerendomi che, nel caso avessi aperto un conto corrente postale, i tempi di attesa si sarebbero accorciati e avrei potuto riceverla subito». Ieri mattina gli uffici delle poste di via Apuana erano stipati di gente. Molte persone in piedi, fra cui gli anziani, altri sul marciapiede sotto la canicola.
E ieri era la giornata scelta dalla Cgil Toscana per scioperare contro i tagli della manovra finanziaria e, per questo motivo, il personale era dimezzato. Tuttavia, secondo molti utenti, i disservizi non dipendevano dallo sciopero. O, almeno, non esclusivamente da quello. «Queste poste sono un continuo disagio - afferma Maria Vatteroni, in fila da mezz'ora - devo dire che non noto la differenza con gli altri giorni.
Non sembra neppure che ci sia uno sciopero, tanto qui è sempre così». Un'altra signora, Deanna Fabri, è circa un'ora che aspetta: «Quello che c'è da dire è che questo ambiente è un vero "schifo" e chi va fuori per prendere un po' d'aria rischia anche per il passaggio delle macchine: il marciapiede è troppo stretto.»
La rimostranza più diffusa, infatti, non è tanto per lo sciopero o per le lunghe attese, quanto per l'ambiente in cui gli utenti sono costretti ad attendere il loro turno. «C'erano tanti altri posti a Carrara dove trasferire le poste - continua, infatti, la signora - potevano sceglierne uno migliore. Non è tanto il problema dello sciopero, chi ha aderito ha fatto benissimo, quanto degli uffici postali in sé. Insomma, speriamo che intervenga il sindaco.» Agnese Cortese è in fila da 40 minuti per prendere una raccomandata. «Un'operazione velocissima, ci si mette un minuto al massimo a ritirare un pacco. Dovrebbero aumentare il personale, specialmente quando c'è così tanta gente.
Fra l'altro c'è da dire che un ambiente del genere non è per niente igienico: non è bene stare tutti così ammucchiati, con questo caldo». Mikaela Vilcu è più di mezz'ora che aspetta: «Devo pagare questo bollettino per poi andare di corsa ad iscrivere mia figlia al Liceo. Ho quaranta numeri davanti e, se si continua di questo passo, rischio pure di trovare la scuola chiusa e dover aspettare lunedì». Ma le lamentele arrivano anche da un ex-dipendente delle Poste, che preferisce rimanere anonimo. «Dentro è impossibile starci, si muore dal caldo. Manca proprio lo spazio per respirare».
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