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«Carcere inumano anche per la polizia»

<b>      CARCERE.</b> Il sindacato denuncia condizioni disumane per detenuti e personale
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CARCERE. Il sindacato denuncia condizioni disumane per detenuti e personale

La denuncia della Cgil: troppi tagli al personale dal Governo

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 MASSA. Dopo il tentato suicidio di un giovane detenuto, la Cgil interviene sulle condizioni delle strutture carcerarie italiane. «La triste realtà che il sistema penitenziario - scrive Cgil funzione pubblica - si trova di fronte è che nelle carceri si muore: "muoiono i detenuti, ma quello che si sottace è che muoiono anche appartenenti al corpo di polizia penitenziaria, per suicidio".  Uccisi da un sistema di esecuzione penale che - prosegue - ha abbandonato la umanizzazione della pena e la sua finalità rieducativa. Le condizioni materiali di vita sia dei detenuti che del personale, anche nel carcere di Massa, sono sempre più insostenibili. Da una parte il sovraffollamento, dall'altro le scarsissime risorse umane e finanziarie. Provare per credere - continua Cgil basta passeggiare lungo il perimetro del carcere: quello che salta all'occhio è lo stato di abbandono con vegetazione erbacea fitta ed incolta. Lì si annidano, tra l'altro, quei ratti che pian piano stanno insinuando le condizioni di igiene e salubrità, già precarie, dell'istituto massese. Provate a chiedere al personale quante ore di straordinario devono sobbarcarsi e quante invece gli vengono retribuite, siamo intorno al 60% in media di ore retribuite rispetto a quelle espletate. Mentre il piano straordinario per le carceri, assieme alla paventata assunzione di 2mila nuovi agenti sta morendo per mano di Tremonti e della sua manovra finanziaria. Il carcere di Massa - continua il sindacato - da carcere modello per le attività trattamentali finora realizzate, pian piano, ma inesorabilmente, declina verso un modello custodiale finalizzato ad emarginare e non a recuperare. Altro che carcere della speranza, il modello che sta sempre più affermandosi è quello di un carcere della disperazione.  Quindi nessuna meraviglia che qualcun altro tenti di risolvere con il suicidio una condizione di esecuzione penale assolutamente inumana. Se si vuole cambiare bisogna vincere l'indifferenza e costringere la società civile e la politica a farsi carico di una condizione di vita nelle carceri che è già sull'orlo del baratro. Tra non molto - puntualizza Cgil - con l'apertura di un nuovo padiglione nel carcere di Massa, la situazione si aggraverà. Non è pensabile che con lo stesso organico si garantiscano le condizioni di sicurezza».

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