Il Tirreno

Preso un altro dei tre banditi in fuga

Una pattuglia dei carabinieri
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Una pattuglia dei carabinieri

«Mi chiami un taxi, sono caduto dalla bici»: ma arrivano i carabinieri e lo arrestano

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 LUNI MARE. È stato arrestato dai carabinieri un altro dei tre marocchini fuggitivi, protagonisti prima di una rapina poi di un inseguimento mozzafiato in autostrada e infine di una imponente caccia all'uomo nei pressi di Luni Mare. Il primo era stato preso, dalla polizia, già sabato itorno alle 17,30. Il secondo, dopo essersi nascosto, è stato intercettato in serata. All'appello manca l'ultimo.  L'extracomunitario, Abdelhad Ennaji, 34 anni, era riuscito a far perdere le tracce assieme all'altro connazionale, tuttora ricercato. La cosa singolare è che i carabinieri lo hanno preso all'esterno di un ristorante, al cui titolare aveva chiesto di chiamare un taxi. Ma viste le sue condizioni (vestiti strappati, sporco d'erba, probabilmente si era nascosto per tutto il giorno in uno dei canali della zona per sfuggire alla cattura), il gestore ha chiamato i carabinieri di Sarzana che sono arrivati e lo hanno arrestato. Sul momento ha provato a giustificare le sue condizioni, dicendo di essere caduto dalla bicicletta; erano le 22, i militari gli hanno chiesto di mostrargli dove fosse la bici, e ovviamente non ce n'era traccia. Per lui l'accusa è di rapina in concorso, in riferimento al modo con cui i tre marocchini fuggitivi si erano impossessati della macchina con cui sono fuggiti.  TUTTO PARTE DA MONTIGNOSO. Ma andiamo con ordine. Sono le 14,50 di sabato, quando due conviventi tedeschi, turisti, sono in una lavanderia di Montignoso; stanno facendo il bucato, all'esterno la loro Lancia Dedra del 1995, con la chiave inserita nel cruscotto; a un certo il tedesco si accorge che tre marocchini stanno osservando la sua macchina. Sta per uscire dalla lavanderia e andare, probabilmente, a chiudere l'auto, quando i tre entrano in azione: due salgono in macchina e mettono in moto, l'altro blocca il tedesco chiudendo la porta della lavanderia automatica, poi corre a raggiungere gli amici e scappano. A tutti gli effetti, vista la dinamica, si tratta di una rapina di auto. La compagna del tedesco, che parla italiano, chiama il 112; la stazione di Montignoso manda subito una pattuglia sul posto, e dà l'allarme a tutte le forze di polizia.  LA CACCIA ALL'UOMO. Parte la caccia all'uomo. In via Massa-Avenza, nei pressi del casello, una volante della Polizia adocchia la Lancia. Parte per bloccare l'auto, che invece si fionda in autostrada. Gli agenti si infilano nella A 12 e chiamano i rinforzi: si mette in moto l'elicottero, arriva l'altra volante di turno, ma anche la Stradale Viareggio, l'anticrimine di Carrara, la questura di Massa. In autostrada intanto il marocchino alla guida, meno veloce della volante, tenta di speronarla. Passano i chilometri a velocità altissima, all'altezza di Luni Mare, con le auto affiancate, d'improvviso il marocchino alla guida inchioda, in piena corsia di sorpasso. I tre approfittano dell'attimo di sorpresa della polizia per uscire e scappare, uscendo uno di essi impugna una pistola 7,65, ma la tiene rivolta verso l'asfalto. Gli agenti sparano due colpi in aria, il magrebino getta l'arma a terra (la pistola risulta rubata a un cittadino di Viareggio addirittura nel 1985). Inizia la grande fuga.  LA COLLABORAZIONE DEI CITTADINI. Nel frattempo, arrivano altri poliziotti e i carabinieri di Ortonovo. A Luni Mare ci sono decine di agenti e militari. Grazie a una soffiata di un abitante della zona, che aveva assistito alla scena, viene preso il primo, che si era nascosto in un fosso, e ricoperto di erbacce, dopo essersi tolto i vestiti. Lo arresta la polizia: per lui, le accuse sono di possesso di arma da fuoco, rapina in concorso, e attentato alla sicurezza dei trasporti visto che l'inchiodata in autostrada avrebbe potuto provocare incidenti a catena. Si tratta di Mohamed Kalid, 29 anni, senza fissa dimora, alcune decine di alias e una sfilza di precedenti, sia per droga che per reati contro il patrimonio; era uscito 3-4 giorni fa dal carcere.  ALLE 22 L'ALTRO ARRESTO. Dopo alcune ore, agenti e militari hanno dato l'impressione di desistere, ma in realtà sono rimasti in preallarme, ben sapendo che i due si sarebbero in qualche modo fatti vivi. E così, alle 22, prima un barista ha segnalato la presenza anomala di un marocchino con i vestiti strappati, poi il ristoratore ha segnalato la strana richiesta di chiamare un taxi. Sono arrivati i carabinieri di Sarzana della compagnia guidata dal capitano Coassin, e hanno preso anche il secondo marocchino, quello della scusa della bici. Per lui, è scattato il fermo di indiziato di delitto per rapina in concorso, e violazione della normativa sugli stranieri. Aveva dei documenti, ma è sconosciuto con quel nominativo. Ha anche lui tre alias, e precedenti anche per stupefacenti.  Le indagini proseguono, anche per capire perché avessero l'arma.

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