Finanza
Ripascimento, la denuncia di Benedetti
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La draga al largo della foce del Versilia Il consigliere segnala alla procura l'inquinamento dell'Arenile
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MASSA. Esposto alla procura, alla corte dei conti alle forze dell'ordine e al prefetto sul ripascimento presentato da Stefano Benedetti e Carlo Azioni, consiglieri comunali della Destra per gli italiani di Massa e Montignoso. Ecco perché: «Una ipotesi di grave inquinamento del mare e dell'arenile di Marina di Massa, nonché una mancata risoluzione per inadempimento, della convenzione di appalto per i lavori di ripascimento dell' arenile di marina di massa, affidati per gara pubblica dalla Provincia di Massa Carrara alla ditta Prama». Benedetti e Azioni ipotizzano «peculato da parte della Provincia di Massa-Carrara. Danno ambientale, turistico ed economico». «Qualche perplessità - scrivono Benedetti e Azioni- era già sorta dopo l' assegnazione dell'intervento alla ditta Prama, che rispetto ad altri partecipanti sembrava non presentare il massimo dal punto di vista della competenza tecnologica e probabilmente era stata scelta per una più vantaggiosa proposta economica (assegnazione del punteggio per ribasso) ed anche per una questione temporale, cioé, legata a tempi più brevi di realizzazione dell' intervento, che invece sono stati palesemente disattesi». Il 20 maggio benedetti aveva inoltrato al comando carabinieri per la tutela dell'Ambiente (Noe) di Firenze un esposto su un ipotetico inquinamento del mare e dell'arenile (sempre nell'ambito dello stesso intervento), riferito al dragaggio del fiume Versilia in località Cinquale a Montignoso e del Porticciolo Turistico denominato Sporting Club. «La preoccupazione generale, deriva dal fatto che la sabbia dragata dai fondali del porticciolo e non bonificata, potrebbe essere inquinata e quindi danneggiare seriamente l' arenile e quindi i bagnanti della costa ed inquinare il mare. La riprova di quanto dichiariamo, é data dal fatto che la precedente proprietà del porticciolo veniva obbligata a smaltire la sabbia dragata in discariche autorizzate, poiché risultante essere fortemente inquinata».
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