Il Tirreno

Per le case popolari 400 domande

C.C.
Panorama edilizio nel comune
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Panorama edilizio nel comune

Ma molti anziani affezionati al loro alloggio preferiscono il contributo-affitto

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 CARRARA. Sono oltre 400 le famiglie che hanno chiesto la casa popolare, in base al bando comunale del novembre 2009 e scaduto il 23 gennaio scorso. L'elenco (anziani, coppie giovani e altri richiedenti) sarà esaminato martedì prossimo dalla commissione per le politiche sociali presieduta da Carlo Boni, dopodiché sarà resa ufficiale una graduatoria provvisoria di aventi diritto a un alloggio.  Ci saranno 30 giorni di tempo per eventuali ricorsi, dopodiché il Comune renderà nota la graduatoria definitiva. A parità di punteggio, ci sarà il sorteggio come prevede la legge regionale in materia.  La graduatoria relativa al bando 2006 e stilata nel 2007 contava 524 domande accolte. Ad oggi, dicono in Comune, dall'insediamento della giunta Zubbani, sono stati assegnati, da quella graduatoria, 54 alloggi, grazie anche al lavoro del Comune e dell'Erp, che sono riusciti a liberare case che erano occupate da abusivi, da chi non aveva più i requisiti per l'alloggio popolare, e da grandi morosi (ci sarebbero stati casi di affitti non pagati per 30-40.000 euro).  Il Comune ha la competenza per far decadere gli alloggi per mancanza dei requisiti (ad esempio se cambia la condizione sociale della famiglia per cui non ha più diritto alla casa popolare) da parte degli occupanti; l'Erp può decretare la decandenza dell'assegnazione, a causa di morosità. La sinergia fra i due enti ha sbloccato in questi anni una serie di appartamenti. Altre assegnazioni di emergenza sono avvenute per dare un tetto a sfrattati. Quindi complessivamente si sale a circa 60-70.  Inoltre, sono stati assegnati venti nuovi appartamenti nell'area Paretra. Un'altra graduatoria a parte, relativa all'edilizia convenzionata, ha permesso anche di assegnare venti alloggi a San Luca.  Adesso, si profila una graduatoria più corta rispetto a quella del 2007: è diminuito il bisogno abitativo? Non sembra proprio: purtroppo, la domanda di case Erp supera sempre l'offerta sul territorio. Il bisogno abitativo con affitti "sociali" cresce di pari passo alla crisi economica che strangola i bilanci delle famiglie. Ma pare ci sia un fenomeno nuovo: molti anziani, ora invece di chiedere la casa popolare, preferiscono restare in quella non popolare (dove si sono ambientati da anni anche con i vicini e da dove non vorrebbero sradicarsi), e farsi aiutare dal Comune con il contributo-affitto. Questa "categoria", chiamiamola così, tende a sgonfiare un po' le graduatorie dell'edilizia residenziale pubblica.  Conto alla rovescia per Caina. E poi c'è tutta la partita su Caina, il cui complesso edilizio deve essere demolito e ricostruito: quasi tutte le famiglie sono state trasferite e sistemate altrove in questi mesi; mancano ancora tre nuclei da far traslocare, ma entro la metà di giugno verrà risolta anche la loro situazione. Anche perché, per la fine di giugno - dicono in Comune - verranno disattivati acqua, luce e gas dalle società competenti. Ed entro la fine di luglio scatterà l'operazione implosione: i tre edifici che complessivamente ora hanno 45 alloggi, verranno fatti crollare.  Nell'area risorgeranno (in un paio di anni) 34 nuovi alloggi popolari per altrettanti nuovi assegnatari.

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