Il Tirreno

«Ora scenda in campo la Regione»

C.M.-A.V.
«Ora scenda in campo la Regione»

Spunta l'ipotesi di presentare ricorso alla Corte Costituzionale

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 MASSA-CARRARA. Le istituzioni locali fanno quadrato intorno alla Provincia di Massa Carrara. Sono pronte a difenderla fino in fondo, con i denti. Nella giornata di domani, Palazzo Ducale, sede massese della Provincia, ospiterà un primo vertice per fare il punto della situazione. Il presidente Osvaldo Angeli, il quale rischia seriamente di essere ricordato come l'ultimo leader dell'amministrazione provinciale, ha convocato una riunione alla quale prenderanno parte tutti e 17 i sindaci del comprensorio e i parlamentari eletti nella circoscrizione. L'obiettivo è quello di allestire un fronte comune e di mettere in piedi una strategia capace di far sentire a Roma, nelle stanze del governo Berlusconi, il grido di dolore proveniente da un territorio che non vuole essere spazzato via da un decreto legge deciso sopra le teste di tutti.  «Mi risulta - spiega il sindaco di Massa Roberto Pucci - che una parte del testo trasmesso al Quirinale comprenda quanto contenuto nella prima stesura di qualche giorno fa, e cioè l'abolizione delle Province con meno di 220mila abitanti. Berlusconi si è affaticato nelle smentite delle voci circolate fino a venerdì sera, ma evidentemente nemmeno lui aveva letto bene le carte predisposte dal suo ministro Tremonti. Questa cosa, lo voglio ripetere, continua ad essere una barzelletta, soprattutto perché è insignificante il risparmio collegato a questo provvedimento. La nostra battaglia, però, è solo all'inizio. Lunedì (domani per chi legge, ndr) ci vedremo tutti insieme in Provincia per decidere il da farsi. Secondo me, è opportuno che scenda in campo la Regione, che ha la possibilità di presentare ricorso alla Corte Costituzionale contro il provvedimento del governo. Perché non è accettabile che un decreto legge imponga ai Comuni di operare dei cambiamenti che sulla base della Costituzione gli stessi Comuni dovrebbero decidere in piena autonomia. Il decreto dice che entro i 60 giorni i Comuni dovranno attivarsi per l'aggregazione ad un'altra Provincia, ebbene vorrà dire che noi non ci attiveremo per niente. Voglio proprio vedere quello che succede».  A Pucci fa eco il sindaco di Carrara Angelo Zubbani: «La Provincia di Massa Carrara cancellata? È un bel regalo da parte di un governo pasticcione e inconcludente. Mi auguro che ci sia una reazione istituzionale forte a questo provvedimento, anche da parte della Regione Toscana».  Zubbani chiama direttamente in causa il Granducato per rafforzare il fronte che, assicura il sindaco, dovrà essere pronto a battersi contro il colpo di scure del governo. «Restano comunque incomprensibili - prosegue il sindaco di Carrara - le motivazioni di questo taglio chirurgico, operato a poche province italiane, tra cui la nostra. Una dimostrazione in più, se ce ne fosse stato ancora bisogno, della considerazione, da vera e propria Cenerentola, che Massa Carrara gode nelle alte sfere. Quelle del governo Berlusconi».  Da Roma rincara la dose il parlamentare del Pd Andrea Rigoni: «Quello a cui abbiamo assistito in questi giorni - afferma - è un balletto indecoroso da parte del governo, la cui credibilità è ormai sotto i tacchi. Ripeto il mio pensiero sulle Province: o si eliminano tutte o si mantengono tutte. Tutto questo è scandaloso, soprattutto perché si gioca sulla pelle delle piccole comunità».

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