Il Tirreno

«O si abbassano i toni o è rottura»

Marco Battistini segretario provinciale della Fim
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Marco Battistini segretario provinciale della Fim

Battistini (Fim) a Castelli (Fiom): la guerriglia non serve a Nca

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 CARRARA. «Caro Alessio Castelli, o ci diamo tutti una calmata.... o è rottura fra Fim e Fiom». Lo dice Marco Bassistini segretario della Fim, al collega dell'altro sindacato, dopo le polemiche sulle vicende di Nca: assemblea dei lavoratori, blocco del traghetto, firme pro-varo, che poi c'è stato.  Castelli ha commentato quanto accaduto, e Battistini gli risponde con una lettera aperta. «E' il momento di dire basta alle polemiche, alle aggressioni verbali, ai blitz». «Basta a chi non ha rispetto per le opinioni degli altri e continua per la sua strada, in barba alle responsabilità che tutti abbiamo ma anche che tutti dovremmo usare, soprattutto in momenti come questi dove diverse persone hanno perso il posto di lavoro (Eaton ed Ica) ed altre stanno rischiando di perderlo. "Si va avanti dritti poi tanto gli altri cedono o si adeguano", questa è la politica della Fiom che ci sembra stia venendo avanti negli ultimi tempi sul territorio, e se la strada è veramente questa la Fim dice basta». E mentre invita a un confronto sereno, pizzica: «Fatela finita di usare la politica per richiamare i sindaci che si sono permessi al tavolo istituzionale di farvi capire che la posizione presa sul blocco del varo era sbagliata» (le critiche sono venuta da Rc e Sinistra Critica), «fatela finita di prendervela con quelle 100 firme di lavoratori iscritti anche alla Fiom su 182 totali, firme che avete chiamato carbonare».  Battistini vorrebbe con Castelli «un sereno e rispettoso confronto a tutto campo» contro il rischio di una rottura, nel territorio, dei metalmeccanici: «Credo che entrambi vogliamo evitarla, io sono disponibile ad un confronto serrato sulla problematica di Nca (e su altro) dando per scontato che l'obbiettivo sia comune, e cioè quello di entrare in Fincantieri e dare un assetto societario stabile e pubblico ad Nca», «la mia categoria e confederazione è stata lineare e coerente rispetto all'obbiettivo da perseguire, che sicuramente non è dietro l'angolo ma bisogna conquistarcelo. Qualche passo positivo è stato fatto ma vi ostinate a dire che non è vero: la ricapitalizzazione, la proroga nel pubblico oltre il 30 giugno».  Secondo Battistini tre giorni di guerriglia e una nave in ostaggio non avrebbero portato a soluzioni, mentre «il tavolo a Palazzo Chigi, è stato chiesto con procedura di urgenza il 12 aprile scorso da Fim-Fiom-Uilm nazionali per Fincantieri ed Nca». E riecco la mano tesa: «L'importante è non vedere più articoli dove ci si accusa a vicenda o si scaricano responsabilità ad altri su Nca». «O si abbassano i toni, e finiscono le conflittualità», o la spaccatura «è l'unica strada che ci resta». Attende una risposta da Castelli, ma non «da soggetti che se fossero veramente convinti di aiutare i lavoratori, non si adopererebbero per fare prevalere le posizioni di un organizzazione sull'altra, ma per ristabilire un giusto clima, che favorisca il rispetto delle posizioni ed opinioni anche degli altri. Solo in questo contesto può continuare un'unità di azione sul territorio».

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