Il Tirreno

«Non cancelleranno la mia terra»

Maurizia Cacciatori è contraria alla cancellazione della Provincia
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Maurizia Cacciatori è contraria alla cancellazione della Provincia

Maurizia Cacciatori: io resterò comunque carrarina

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 CARRARA. «Ah sì, volevano cancellare la Provincia di Massa-Carrara lo so. Ma poi ci hanno ripensato, quindi è meglio riderci su»: così risponde al telefono Maurizia Cacciatori, poi però le diciamo che probabilmente sarà davvero soppressa. E allora: «Ma come, hanno ricambiato idea? Io comunque resterò carrarina e la mia provincia resterà Massa-Carrara».  Nella sua carta di identità ha scritto nata a Carrara, provincia di Massa-Carrara, il 6 aprile 1973. Ora la sua appartenenza viene messa in discussione da un decreto. Troppo per una combattiva come Maurizia, una che quando si trova un ostacolo davanti lo schiaccia a mano aperta.  «Da buona carrarina amo la mia provincia - dice - Spero che il decreto venga fermato dal presidente della repubblica, non è pensabile che cancellino Massa-Carrara. Non esiste proprio, io sono di Carrara e rimango di Carrara e la mia città fa parte di Massa-Carrara. Non si possono cancellare in questo modo le nostre identità».  La pallavolista non si arrenderà facilmente: «E con chi ci vogliono mettere? - domanda al cronista che l'ha chiamata in un sabato dal calor estivo -. Ma come con Lucca? Boh, io di queste cose non ci capisco molto ma la mia Carrara è la mia Carrara e non voglio che venga messa in discussione una cosa che so da quando sono piccola è assodata. Massa-Carrara è la realtà in cui sono cresciuta e sentire che viene messa in discussione e che anzi viene cancellata».  Poi quasi a voler dar vita a qualcosa di concreto è lei a fare una domanda: «Ma gli altri cosa dicono? Io sui giornali ho letto che Buffon si è già detto contrario. Ma dobbiamo essere in tanti a far sentire la nostra voce. Carrarini, massesi e lunigianesi devono diventare una cosa unica». E ancora: «Ripeto la mia terra è la mia terra e nessuno deve mettere in discussione i luoghi che mi hanno vista crescere. Il mio appello è ripensateci».

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