Il Tirreno

Insegne, raffica di controlli

Cri.Mar.
Anche una lavagnetta così è soggetta alla tassa sulla pubblicità
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Anche una lavagnetta così è soggetta alla tassa sulla pubblicità

Metro alla mano, scatta il censimento commerciale

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 MASSA. Scatta il giro di vite sull'imposta comunale sulla pubblicità, che sono tenuti a pagare i titolari di quegli esercizi commerciali che espongono e diffondono al di fuori del proprio negozio dei messaggi pubblicitari. In pratica, non c'è niente che può sfuggire alla tassa.  Si deve pagare per le insegne, siano opache o luminose, per fotografie o poster esposti alle vetrine, vetrofanie, per tappeti, per totem informativi o promozionali. In questi giorni, tra le vie del centro, è iniziato il censimento. Il cui obiettivo principale è ovviamente il recupero dell'evasione, oltre che scattare un'istantanea alla situazione reale presente sul territorio.  I negozi vengono visitati a tappeto da alcuni incaricati di Master srl (la società a cui il Comune di Massa ha affidato l'attività di riscossione dei tributi e delle entrate patrimoniali), i quali si presentano al commerciante "armati" di metro e macchina fotografica, per misurare e immortalare le superfici effettivamente occupate dai messaggi pubblicitari. Per l'imposta comunale sulla pubblicità, a Massa è sempre in vigore il regolamento approvato dal consiglio comunale nell'ormai lontano 1994, ma le tariffe hanno subìto un adeguamento nel febbraio del 2001, con un aumento della tariffa base di 3,09 euro al metro quadrato.  Ma vediamo meglio quali sono i casi in cui è necessario pagare e quanto pagare. Intanto, se la pubblicità che dà sull'esterno del negozio rientra nel limite dei 5 metri quadrati e reca la ragione sociale dell'esercizio, scatta l'esenzione (quindi, non c'è da pagare). Se i messaggi contengono altro, si pagano invece 15,49 euro al metro per insegne opache e 30,98 al metro per insegne luminose (questo per la categoria "normale", mentre per quella "speciale", che comprende la serie di strade d'importanza maggiore, le tariffe sono di 38,73 per le opache e 54,22 per le luminose). Da 5,51 a 8,50 metri, la tassa è di 23,24 per le opache e 38,73 per le luminose (46,48 e 61,97 nella categoria "speciale"), mentre oltre gli 8,50 metri si vanno a pagare 30,98 euro per le opache e 46,48 per le luminose (54,22 e 69,72 se si è in categoria "speciale"). Se il negoziante rientra nei 5 metri quadrati basta la sola dichiarazione (una sorta di autocertificazione), mentre se i messaggi pubblicitari occupano una superficie maggiore, oltre alla dichiarazione occorre ovviamente anche il pagamento di quanto dovuto per legge. Durante i controlli di questi giorni, se gli addetti di Master srl riscontrano delle difformità rispetto alla situazione precedentemente denunciata, ai commercianti fuori regola viene rivolto un invito bonario a mettersi a norma nel giro di pochi giorni. Se nella fase successiva di aggiornamento dei dati, Master srl registrerà che le inadempienze continuano a sussistere scatteranno gli accertamenti con l'eventuale sanzione accessoria. Generalmente, sulla base dell'esperienza acquisita in passato da Massa Servizi, su 100 controlli effettuati è di circa il 25% il volume delle irregolarità esistenti.

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