Il Tirreno

Governo pronto al colpo di mano

Governo pronto al colpo di mano

Nonostante le rassicurazioni, Massa Carrara potrebbe sparire dalla cartina

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MASSA-CARRARA. C'è la paura che fosse tutto vero. C'è il concreto rischio che le rassicurazioni e gli inviti a non allarmarsi si possano sciogliere in poche ore, come la neve al vento di scirocco. La Provincia di Massa Carrara non è assolutamente salva. Potrebbe sparire, cancellata dalla cartina geografica. Nel pomeriggio di ieri, da Roma è rimbalzata la notizia dell'ennesimo dietrofront. Nel testo definitivo del decreto legge che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha trasmesso al Quirinale per l'esame da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, potrebbe di nuovo comparire la previsione di cancellazione delle Province con una popolazione inferiore a 220mila abitanti. Come Massa Carrara, appunto.  Sarebbe tutto scritto al punto numero 12 dell'articolo 5 del decreto legge "recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica". Si tratta della cosiddetta "manovra Tremonti" da ben 24 miliardi di euro messa a punto per il triennio 2011-2014. «Sono soppresse - si legge nel testo - le Province la cui popolazione residente risulti, sulla base delle rilevazioni dell'Istituto nazionale di statistica al 1º gennaio 2009, inferiore a 220mila abitanti. Il presente provvedimento non si applica alle Province delle Regioni a statuto speciale e a quelle direttamente confinanti con altri Stati».  Nel mirino della sforbiciata del governo, in sostanza, finiscono dieci Province, tra cui numerose quelle di nuova costituzione: Biella, Vercelli, Ascoli Piceno, Massa Carrara, Matera, Fermo, Crotone, Vibo Valentia, Rieti e Isernia.  Quello che nei giorni scorsi avevamo definito un pasticcio in salsa berlusconiana continua ad essere sotto gli occhi di tutti. Nonostante lo stesso presidente del Consiglio, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ed altri autorevoli membri del governo e della maggioranza parlamentare, si siano impegnati fino alla tarda serata di ieri nel rincorrere e nello smentire categoricamente (anche in modo ufficiale ai rappresentati dell'Unione delle Province Italiane) le voci sui tagli alle Province, la trasmissione degli atti ufficiali alla Presidenza della Repubblica potrebbe alzare il velo sulle bugie dalle gambe corte. Secondo indiscrezioni autorevoli, il governo avrebbe deciso di andare a diritto, disinteressandosi delle proteste che il provvedimento aveva già cominciato a suscitare tra i banchi del Parlamento e nei territori di competenza delle dieci Province considerate "enti inutili e spreconi".  Nel decreto legislativo approntato da Tremonti ci sarebbe di più. «Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge - si legge nel testo - i Comuni già ricompresi nelle circoscrizioni delle Province soppresse assumono, secondo le procedure previste dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, l'iniziativa concernente la propria aggregazione alla circoscrizione provinciale di una nuova Provincia o delle Province non soppresse nell'ambito della medesima Regione, ferma restando l'integrità del territorio comunale. Entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore si provvede con decreto del presidente del Consiglio alla nuova determinazione delle circoscrizioni provinciali».  Appare, dunque, abbastanza scontata la soluzione che si prospetta per il futuro del territorio di Massa Carrara. Essendo parecchio problematica la strada per un abbraccio con la Provincia di La Spezia (che è in Liguria e pertanto occorrerebbe una modifica costituzionale), la sola ipotesi praticabile è l'annessione di Massa Carrara alla Provincia di Lucca. Nascerebbe, in questo caso, un mega ente con competenze su un territorio di quasi tremila chilometri quadrati (2.929 per l'esattezza) e composto da ben 52 Comuni, per una popolazione complessiva di 595.762 abitanti.

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