Il dolore
E la Versilia dice no all'accorpamento con Massa e Carrara
Matteo Tuccini
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Umberto Buratti e a dex. Giampiero Bertola 4 MINUTI DI LETTURA
MASSA. L'ipotesi che la Versilia traslochi dalla provincia di Lucca a quella di Massa Carrara, come richiesto dal sindaco massese Roberto Pucci per evitare la sparizione dei confini amministrativi tra i due territori, non riscuote certo gradimento oltre i confini apuani Gli interessati dalla campagna acquisti di Pucci non apprezzano. Anzi: tanta è la paura di un possibile trasferimento, che da più parti si proclama fedeltà a Lucca. Così come non piace, in Versilia e più in generale nella provincia lucchese, la prospettiva di allargare i confini a Massa e Carrara. «La Versilia e la provincia di Massa sono realtà diverse - afferma il sindaco di Camaiore Giampaolo Bertola - che non hanno molto da spartire. Da un punto di vista storico, la Lucchesia è senz'altro più simile a noi come origini e sviluppo. E poi cambiare ha poco senso. C'è un detto popolare camaiorese: "Vacca per vacca, mi tengo la mia mora". Per la serie: tra i due campanili resto con quello vecchio». Scontata la riflessione del collega Franco Mungai, primo cittadino di Massarosa, il Comune versiliese più vicino al capoluogo (e non solo geograficamente). «Beh, io non sono imparziale - ironizza Mungai - sono di origini lucchesi, e quindi è chiaro per chi faccio il tifo... Comunque, a mio parere non c'è proprio partita. Capisco la provocazione, e l'esigenza di difendere la propria provincia, ma per me resta fantasia». E se l'opinione dei sindaci della Versilia sud, situati a due passi da Lucca, non poteva lasciar spazio a dubbi, a sorpresa anche al nord, dove si è attaccati al territorio di Massa e si è identici come tradizioni culturali per la lavorazione del marmo e per la presenza delle montagne, oltre che per la contiguità tra le spiagge (Forte dei Marmi e Cinquale sono zone "gemelle"), l'idea di cambiare casacca non piace. A precisa domanda Ettore Neri, sindaco di Seravezza, ammette che gli scappa da ridere: «Mi sembra assolutamente improbabile». Scoppiettante, come al solito, Michele Silicani (Stazzema): «Andare sotto Massa? Non se ne parla. Noi stiamo bene con Lucca. Anzi, staremo meglio con la nuova provincia unita, visto che noi ne saremo il baricentro. Stazzema capoluogo? (ride) E perché no». C'è, poi, chi non si vede sotto nessun "padrone". Il sindaco di Viareggio Luca Lunardini, ad esempio, torna alla carica con la provincia della Versilia. «Ne sono un convinto sostenitore - dice - Ringrazio Pucci per l'attenzione che mostra nei nostri confronti, ma per me Massa e Lucca pari sono. Perciò mi piacerebbe creare un ente nostro». Impossibile: non si raggiungono i 220mila abitanti minimi per poter essere autonomi. «Un discorso simile fu fatto tempo fa con l'Azienda sanitaria - ribatte Lunardini - volevano togliercela, poi facemmo capire che con i flussi turistici la popolazione si quadruplicava. Perché non si può fare lo stesso discorso con la provincia?». Per Umberto Buratti, sindaco di Forte, la questione è semplice: no a Massa come ad ogni altra provincia. «Devono essere abolite, tutte - afferma Buratti - bisogna ridisegnare l'assetto istituzionale e tenere in piedi solo Regioni e Comuni. I dipendenti non verrebbero licenziati, e si risparmierebbe in soldi e burocrazia». E comunque, come spiega Buratti, il vero legame di Forte è con Pietrasanta. Che a sua volta è legata a Firenze. «Nel 2013 festeggeremo i 500 anni del capitanato di Pietrasanta, nato sotto il dominio dei Medici», proclama trionfante Buratti. Eppure le sbandierate distanze, ammesso che ci siano, non tengono conto di un aspetto. E cioè che molti enti, turistici e non, sono già uniti. Ci sono il Parco Alpi Apuane e il distretto lapideo. C'è l'associazione di balneari apuoversiliese. C'è il Convention bureau, l'ente che dovrebbe promuovere il turismo congressuale, che si chiama Versilia Costa apuana. C'erano - fino all'ultima elezione politica - dei collegi dove si votava per la Camera che scavalcavano i confini. E c'è una squadra di pallavolo, la Quasar Massa Versilia, che purtroppo è retrocessa, ma aveva un suo seguito di tifosi sia di qua che di là. E ci sono scambi continui, dalla sanità alla cultura passando per il turismo, che sono oggettivi. Ma l'impressione è che se si andasse a un referendum, il comitato Pro Massa potrebbe contare solo sugli scivoloni degli avversari. Si chiamassero Forza Lucca, la gara sarebbe aperta.
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