Finanza
Corsi di cucina e di inglese per Clara
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Lavvocato Debora Cossu In carcere una donna nuova: porta il vitto e fa mille attività
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AULLA. Frequenta corsi di inglese, di religione e di cucito. Lavora, ogni mattina e sera, come porta vitto: in tuta e scarpe comode spinge il carrello e distribuisce le pietanze alle compagne. E, da un mese a questa parte, può incontrare, oltre ai genitori che non hanno mai mancato a un appuntamento settimanale, anche le amiche che hanno il permesso - solo da poco - di venirla a trovare. Questa è Clara Maneschi oggi, dopo due anni di reclusione nel carcere di Pisa. L'immagine della donna aggressiva, con i capelli platino e il giubbotto leopardato che si era presentata su tacchi a spillo nei boschi di pallerone, a 24 ore dall'omicidio del marito, sembra ormai davvero lontana. Clara, che ora i capelli li ha lunghi sulle spalle, del suo castano naturale e quasi sempre legati, è un'altra persona. Impegnata a tempo pieno in tutte le attività del carcere. È lei, ad esempio che si occupa anche di distribuire i sacchetti con la spesa dello spaccio alle compagne. Una Maneschi diversa, così ce la racconta il suo avvocato, la 36enne Debora Cossu del foro della Spezia. «Il primo periodo in carcere - spiega il legale - per lei è stato quello della disperazione assoluta. Nei primi colloqui era prostrata, parlava a monosillabi, si stava lasciando andare». «Poi - conclude - è subentrata la reazione, si è adeguata alla vita del carcere e adesso si tiene occupatissima con un sacco di attività diverse. Il peso morale però non è passato: non si ritiene colpevole ma pensa spesso a quelle due vite spezzate». A.V.
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