Il Tirreno

Maxi-causa a sentenza nel 2013

Andrea Franzoni
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Andrea Franzoni

E i legali di Franzoni chiedono di riascoltare il Ctu

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 CARRARA. In merito alla maxi-causa intentata dalla Immobiliare Paradiso di Andrea Franzoni al Comune, per la vicenda della costruzione del centro commerciale Coop e dei palazzi degli sfrattati, il giudice Antonino Pulvirenti si è preso un po' di tempo (circa un mese) per decidere se accogliere o meno la richiesta avanzata dai legali dello stesso Franzoni (in aula, l'avvocato Leopoldo Frediani: in sostanza, la Paradiso chiede di convocare il consulente tecnico d'ufficio, il commercialista Antonello Bertozzi, per chiedere di precisare alcune parti della perizia sulla "perdita di chance" patita dall'industriale carrarese all'epoca. La perizia si ferma a 11 milioni e 199mila euro; secondo i legali della Paradiso (che partono da una base di 44 milioni), il Ctu dovrebbe tornare in aula e dare spiegazioni. Di tutt'altro avviso i legali del Comune (in aula, gli avvocati Sonia Fantoni e Marina Vannucci), secondo i quali invece si può andare tranquillamente a precisazioni e conclusioni, e quindi fissare procedere spediti verso la sentenza. In ogni caso, sia che il giudice opti per riascoltare Bertozzi, sia che ritenga di avere ormai elementi sufficienti per andare a sentenza, in tempi non saranno brevi. Come minimo, la sentenza sarà emessa nel 2013. Insomma, il bilancio ancora per tre anni non dovrà subire un salasso che, bene che vada, sarà di almeno 3,5 milioni di euro (il 30% della perizia), se non di più.  E intanto, tuona Gianni Musetti della Destra, «Il Patto di Stabilità ha obbligato il Comune a tagliare del 50% i mutui previsti per i lavori pubblici (per circa 600mila euro), ma nel frattempo dovremo risolvere anche il rimborso Franzoni che vale una cifra esorbitante, indisponibile da parte dell'Amministrazione. Quali alchimie finanziarie dovremo mettere in atto?», si chiede. E aggiunge: «E' notizia di questi giorni che il Dirigente alle attività finanziarie, Stefano Pennacchi, ha ammonito il settore lavori pubblici nel procedere con il finanziamento del 50% dei progetti che erano previsti con copertura da assicurare attraverso il ricorso all'indebitamento. Il Bilancio inoltre, non ha mai previsto nessun deposito cautelativo per far fronte al risarcimento che Franzoni oggi vanta nei confronti del Comune per un ammontare di circa 11 milioni di euro, che ad oggi non sapremo come reperire, neppure se la cifra si dovesse dimezzare. Anche nell'ultimo bilancio approvato e tantomeno in quello dell'anno precedente, in cui già si conoscevano i verdetti della giustizia a favore delle lagnanze economiche avanzate dagli avvocati della Paradiso spa, nessuno aveva opzionato un fondo di riserva. Le uniche lamentele erano state espresse dall'ex revisore contabile del Comune Cesare Lattanzi».

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