Il Tirreno

Guerra delle polveri, arriva il consulente

Cinzia Carpita
Un camion del marmo in transito in città
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Un camion del marmo in transito in città

Udienza senza accordo fra Comune e cittadini, il giudice nominerà un suo tecnico

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 CARRARA. Si complica il contenzioso sulle polveri sottili, fra Comune e cittadini e potrebbe spuntare un commissario ad acta: non c'è un punto di incontro, e così il giudice si riserva (ma lo farà) di nominare un consulente, precisamente un "ausiliario del giudice" come ha specificato il dottor Antonino Pulvirenti, che ieri nell'udienza civile ha preso atto che le parti sono su opposte sponde.  L'"ausiliario" del giudice non sarà, da quanto si è capito, un commissario ad acta (che potrebbe sostituire il Comune nel caso che venga ritenuto inadempiente rispetto all'ordinanza Bartolini), ma un tecnico che in questa fase dovrà studiare la situazione e riferire al giudice Pulvirenti, per stabilire chi ha ragione fra Comune a cittadini. Ma le decisioni di Pulvirenti, su chi nominerà, con quale incarico e con quali scadenze, si sapranno fra alcuni giorni.  Di fatto, però, è il giudice che ha preso in mano la situzione fra i due contendenti.  Il Comune sostiene di avere fatto migliorie all'impianto di lavaggio dei camion del marmo, e che non può collocarvi due addetti, come richiesto dai cittadini (e lo stesso giudice Pulvirenti aveva invitato a valutarne la fattibilità), con lance idropulenti, anche perché l'Asl ha posto vincoli che secondo l'ammistrazione sarebbero insormontabili. I cittadini non sono soddisfatti, sostengono che i lavori al Lavaggio non sono sufficienti (ad esempio, alcuni fori praticati per i getti idrici sarebbero già intasati) a migliorare la pulizia dei camion e quindi la qualità dell'aria abbattendo il Pm10. L'udienza civile è durata pochissimo: per il Comune era presente il direttore generale Marco Tonelli con gli avvocati Domenico Iaria e Sonia Fantoni; e con una delegazione di cittadini c'erano i legali Antonio Macchiarini e Paolo Pasquali.  «Vi ho dato due mesi di tempo», ha esordito il giudice Pulvirenti.  E Iaria spiega che all'impianto di lavaggio sono stati fatte migliorie, ma che sulla base di una risposta dell'Asl, interpellata dal Comune, non è possibile per motivi di sicurezza sul lavoro, collocare due addetti con lance idropulenti. E consegna la relazione dell'Asl al giudice. «Non intendiamo fare cose che violano le norme sulla sicurezza. Se le responsabilità vuole assumersele un commissario ad acta....».  Macchiarini: «I nostri osservatori ci dicono che all'impianto sono stati fatti solo lavori palliativi. Il provvedimento Bartolini non è stato ottemperato. Ed è mai possibile che il Comune non possa reperire fra centinaia di dipendenti, due persone per il lavaggio?». Pulvirenti li guarda tutti: «Allora devono nominare un consulente....».  Ma perché non possono essere collocate due persone per il lavaggio manuale all'impianto di Torano? Marco Tonelli spiega: «Oltre ai vincoli dell'Asl ci sono quelli sulle assunzioni e sul costo del personale: l'impianto di lavaggio funziona 11,5 ore al giorno, occorrerebbero più di 4 persone e due turni. I costi del personale di categoria B, si aggerirebbero sui 120.000 euro l'anno. Non ci sono a bilancio quei soldi e non ci sono in organico persone utilizzabili, dovremmo assumerle ma non si può».  L'avvocato Macchiarini commenta l'esito dell'udienza, cioè che sarà nominato un consulente del giudice. «E' successo l'inevitabile». E aggiunge: «Noi abbiamo chiesto che sia messa nel verbale della riunione, la nostra richiesta al giudice affinchè valuti, oltre alla nomina del commissario ad acta, se inviare gli atti alla procura, perché riteniamo che l'ordinanza Bartolini, confermata in sede di reclamo, non sia stata rispettata dal Comune».

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