Proteste
Sotto accusa la titolare londinese di unagenzia in Lunigiana
Vendeva terreni agli inglesi: ma non erano edificabili
Alessandra Vivoli
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Unaula di tribunale 2 MINUTI DI LETTURA
FIVIZZANO. Per loro era il sogno del buen ritiro. Una casetta immersa nel verde a Fivizzano. Ma i terreni che hanno acquistato non erano edificabili. E così un gruppo di inglesi ha denunciato la loro concittadina che gestiva un'agenzia immobiliare in Lunigiana. Una vicenda delicata e complessa che comincia nel 2003. E che coinvolge alcuni cittadini inglesi che, attratti dalle bellezze della Lungiana, e soprattutto dalla tranquillità e dalla pace delle vallate ormai molto note oltre Manica, hanno pensato di investire un bel po' di risparmi nell'acquisto di terreni in quel di Fivizzano. Per poter poi costruire edificare quei rustici che spesso vengono pubblicizzati nelle riviste: con un pezzo d'0uliveto e magari un bel tavolo di pietra per tante belle cene sotto le stelle. Ecco quindi che, attratti da questa suggestiva visione, alcuni inglesi (si sono costituiti parte civile in cinque) si rivolgono all'agenzia immobiliare gestita da una loro connazionale con la collaborazione di un geometra carrarese, per poter acquisire questi pezzi di terreno che, sulla carta, sembravano così appetibili. Ma, quando l'acquisto era già a buon punto (ieri mattina in tribunale, ad esempio, si discuteva di un caso in cui l'acquirente aveva già sborsato 30mila euro come anticipo per una somma totale di 110mila euro) si scopriva che in quel terreno non avrebbero mai potuto edificare la casetta in campagna dei propri sogni. Perché di permessi per costruire non c'era neppure l'ombra. Da qui l'accusa di truffa. Ieri, davanti al giudice Maurizio Mauceri e al pm Riccardo Balatri, è stata ascoltata, con l'ausilio dell'interprete, la titolare dell'agenzia. Che, ha dovuto rispondere a parecchie domande su richieste di denaro avanzate ai connazionali: da quelle per il notaio, che compaiono più volte, a quelle per i passaggi di proprietà. Somme, da 10mila a 30mila euro che, secondo l'accusa, venivano inoltrare ai clienti interesstai all'acquisto dei famosi terreni. Il processo quindi è stato aggiornato. Nella prossima udienza saranno sentiti alcuni acquirenti che, dopo aver scoperto che i terreni non erano edificabili, hanno portato in tribunale la titolare dell'agenzia.
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