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La vicenda su cui la Cgil aveva aperto una vertenza per un licenziamento, poi ritirato
Operaio sospeso 10 giorni, Porto spa condannata: comportamento antisindacale
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CARRARA. Il giudice del lavoro dle tribunale di Massa condanna la Porto spa per comportamento antisindacale: soddisfazione della Cgil toscana e della segretaria provinciale Patrizia Bernieri. Il lavoratore del porto, Andrea Bogazzi, delegato sindacale, venne licenziato nel 2008 perché durante un convegno della Cgil aveva fatto un intervento in materia di sicurezza che alla Porso spa non era piaciuto. Scatto subito una vertenza da parte della Cgil, che portò dopo lunga discussione a un accordo fra le parti, per cui il licenziamento venne ritirato. Ma scattò da parte dell'azienda una sospensione di 10 giorni, del lavoratore, sempre con le stesse motivazioni. Contro questo provvedimento il delegato, tramite la Cgil è ricorso al giudice del lavoro per comportamento antisindacale del suo datore di lavoro (art.28 legge 300). Il tribunale di Massa, Sezione Lavoro, gli ha dato ragione e ha condannato l'azienda al pagamento delle spese processuali. Dice il giudice nella sua sentenza: "la nuova sanzione disciplinare inflitta al resistente è chiaramente una violazione dell'intervenuto accordo conciliativo e come tale palesemente illegittima". E inoltre: "è evidente l'assoluta illegittimità e quindi la relativa nullità della sanzione disciplinare adottata per contrasto totale con la previsione dell'art.15 c.1 lett. B legge 300 che vieta qualunque atto discriminatorio nei confronti di un lavoratore, tra l'altro nei provvedimenti disciplinari a causa di attività sindacale, così come l'iniziale licenziamento, ove non fosse stato revocato, sarebbe stato ugualmente nullo". La segretaria Patrizia Bernieri esprime a nome della Cgil, «piena soddisfazione per una sentenza che rende giustizia ad un lavoratore e riafferma la validità e l'importanza dello Statuto dei Lavoratori, oggi messo in discussione, come strumento insostituibilre di garanzia per le libertà sindacali».
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