Sicurezza
Lucca? Molto meglio sotto La Spezia
Cristiano Marcacci
Sindaci contrari in blocco alla soppressione, marea di critiche al governo
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MASSA. Il solito pasticcio in salsa all'italiana. Anzi, in salsa berlusconiana. Prima le rassicurazioni del ministro dell'Economia Giulio Tremonti nella tarda serata di mercoledì, poi la conferma, ieri mattina, dell'abolizione delle Province con meno di 220mila abitati, con la facoltà ai Comuni, entro 60 giorni, di scegliere la nuova provincia tra quelle non soppresse della propria Regione. In serata, lo stesso Berlusconi che dice: «Le Province non si toccano». Insomma, un gran caos. A Massa Carrara, intanto, la polemica sta montando. Tra i sindaci c'è chi vorrebbe finire sotto La Spezia, cambiando quindi addirittura Regione con una modifica costituzionale, chi accetterebbe la maxi Provincia di Lucca e chi è pronto a dare battaglia fin da ultimo per non far scomparire Massa Carrara. Ma ecco come la pensano tutti e 17 i sindaci del territorio. Aulla (sindaco Roberto Simoncini). Se accorpamento deve essere, sia con La Spezia. Molte cose ci uniscono al territorio spezzino. Molta gente del nostro territorio va quotidianamente a lavorare in provincia di La Spezia. Bagnone (Gianfranco Lazzeroni). Quello del governo è un provvedimento assolutamente immotivato, che ci pone di fronte ad una situazione estremamente problematica. La soluzione di La Spezia non mi sembra per niente percorribile, non avremo alcuna possibilità di scelta. In caso di accorpamento, saremo costretti a passare sotto Lucca. Casola (Riccardo Ballerini, unico sindaco di centrodestra). Il mio comune confina con la provincia di Lucca e non ci sarebbero molti problemi se dovessimo passare sotto quell'amministrazione. Carrara (Angelo Zubbani). È stato sicuramente un fulmine a ciel sereno. Abbiamo bisogno di rifletterci tutti insieme. Una reazione della politica ci dovrà pur essere, a partire dalla Regione. Non possiamo accettare supinamente una simile decisione. Il fatto che vengano cancellate in un solo colpo le Province cenerentola m'indigna, perché il risparmio sarà minimo, se non nullo. Se quanto previsto dal decreto sarà confermato, bisognerà che mi consulti con la mia gente prima di esprimere una preferenza nei confronti di un'altra Provincia. Penso ad esempio all'ipotesi di un referendum. Se i tempi saranno invece stretti da non permetterlo, metteremo in piedi un altro tipo di consultazione popolare. Comano (Cesare Leri). È un governo pazzo, che fa scelte scellerate. Alle follie occorre rispondere con le follie. La mia richiesta è di passare sotto l'amministrazione di Trento, così avremo a disposizione tutti i soldi riservati alle realtà delle Regioni a statuto speciale. Filattiera (Lino Mori). Sarebbe naturale confluire sotto La Spezia, ma capisco esserci il grosso ostacolo del cambio di Regione. Fivizzano (Paolo Grassi, capogruppo Pd in Provincia). La Spezia vuol dire Liguria. Ed invece a Fivizzano siamo e ci sentiamo toscani. Non vado in cerca di secessioni. Voglio che sopravviva la Provincia di Massa Carrara ed è necessario intraprendere una battaglia perché questo si avveri. Nella storia, i liguri-apuani hanno già combattuto una volta contro i romani e non hanno problemi a farlo una seconda volta. Fosdinovo (Massimo Dadà). Ne dobbiamo parlare tutti insieme come Comunità montana. La Lunigiana si dovrà muovere in modo compatto e coerente. Da un lato La Spezia potrebbe apparire come il capoluogo naturale della Lunigiana, ma a staccarmi dalla Toscana ci penserei due volte. In caso di abolizione, forse la soluzione meno peggiore sarebbe Lucca. Licciana Nardi (Albino Fontana). Siamo vittime di una vera e propria rapina. Quella del governo è un'autentica idiozia, che mi auguro venga modificata in sede di conversione del decreto. La situazione che ci viene prospettata è assai problematica. Per noi, ovviamente, sarebbe meglio finire sotto La Spezia, ma il decreto penso che non ci lasci spazi di scelta. L'unica soluzione sarà Lucca, a meno che non diventi possibile la strada della modifica costituzionale per l'inglobamento di Massa Carrara nella Regione Liguria. Massa (Roberto Pucci). Il decreto legge sembrerebbe restringere il campo delle alternative alla sola Toscana, quindi la scelta è una non-scelta. Nel caso ci fosse davvero la soppressione, saremmo inglobati dalla Provincia di Lucca. Comunque, è presto per parlare. Mi riservo di seguire tutti gli sviluppi e di leggere approfonditamente il testo del decreto. Una cosa è certa: c'è un limite a tutto e forse il governo è vicino a superare questo limite. Ci faremo sentire. Montignoso (Federico Binaglia). Sono contrarissimo all'abolizione della Provincia. Se dovessimo cambiare, la scelta per noi sarebbe facile, sia per ragioni geografiche che storiche: Lucca. Mulazzo (Sandro Donati). Tutti i mali non vengono per nuocere. Il nostro territorio, come del resto l'intera Lunigiana, ha veramente ben poco da spartire con Massa, e addirittura meno con Lucca. Il nostro punto di riferimento naturale è La Spezia. Podenzana (Riccardo Varese). Il sottoscritto è nato a La Spezia. Con La Spezia non solo ci confiniamo, ma una sorta di penisola del nostro territorio arriva proprio dentro la provincia di La Spezia. Per noi, sarebbe naturale passare sotto quell'amministrazione. Pontremoli (Franco Gussoni). Non voglio esprimere preferenze riguardo alla futura Provincia. Perché sono contrario all'abolizione della Provincia di Massa Carrara e ci dovremo battere perché questo non accada. I decreti legge possono essere sempre variati. Tresana (Oriano Valenti). La sciagurata ipotesi prospettata dal governo Berlusconi è una vergogna. O si sopprimono tutte le Province, oppure si lasciano in vita tutte. Così facendo, si tratterebbe di un ulteriore impoverimento per tutta la Lunigiana. Nel caso di soppressione, comunque, meglio passare sotto La Spezia che sotto Lucca. Villafranca (Pietro Cerutti). Come spesso è successo, anche stavolta l'intendimento del governo non troverà una concretizzazione. Comunque, se dovesse succedere, Lucca mi sembra inadatta. Molto meglio La Spezia. Zeri (Davide Filippelli). Quella del governo è una grande mascalzonata. Le riforme istituzionali non si possono fare a colpi di decreto. La mia futura Provincia? Vorrei andare sotto Pisa.
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