Il Tirreno

Fiom: nessuna paura del referendum

Fiom: nessuna paura del referendum

Frecciate sindacali di Castelli dopo lo sblocco del varo in cantiere «Noi rispettiamo il voto dell'assemblea, il governo non rispetta gli impegni»

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 CARRARA. Frecciate fra sindacati, dopo lo sblocco del varo del traghetto Energia in cantiere. La segreteria della Fiom mette i puntini sulle "i": «Non era la Fiom Cgil ad impedire un varo, ma la moralità consolidata in questa organizzazione sindacale oltre alla condivisione delle lotte dei lavoratori, che vincola tutti i suoi iscritti e dirigenti a rispettare il voto delle assemblee, lo abbiamo fatto sempre anche in occasione dell'ultimo accordo romano stilato dal Ministero, dove nonostante il nostro giudizio di insoddisfazione per l'assoluta mancanza di impegni concreti, preso atto del voto dei Lavoratori Nca, che con una maggioranza di 3 voti decisero di approvarlo, come Fiom lo abbiamo siglato, senza pensare mai di rimetterlo in discussione con una raccolta di firme carbonara».  Il segretario della Fiom, Alessio Castelli, nel documento aggiunge che «le proteste dei lavoratori ultimamente messe in campo per chiedere impegni concreti per garantire il futuro della Navalmeccanica in cantiere sono esclusivamente indirizzate alla proprietà e quindi al Governo che non ha tolto il cartello "Vendesi" sul portone di Nca e che ad oggi non rispetta nemmeno gli ultimi impegni presi. Inoltre siamo consapevoli che territorio e Regione hanno messo in campo tutti gli sforzi ritenuti utili, ovviamente ognuno per il proprio ruolo. In ultimo vorremmo rispondere alla domanda sulla democrazia espressa sulla stampa locale da un autorevole sindacalista: "chi ha paura del referendum?"». Il sindacalista che ha pronunciato questa frase è il segretario della Cisl, Andrea Figaia.  «Come Fiom Cgil - replica Castelli - possiamo solo dire che noi non temiamo il confronto coi lavoratori e che abbiamo dato disponibilità al referendum che democraticamente va fatto dopo l'assemblea informativa, ma se la memoria non ci inganna negli ultimi tempi ci sono stati accordi nazionali su cui le sigle sindacali che hanno firmato, non hanno voluto sottoporre il loro operato al referendum dei lavoratori ai quali quegli accordi fanno riferimento, quindi forse siamo di fronte ad una crisi di coscienza».

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