Il Tirreno

Zero risarcimenti per i danni dei cinghiali

Ancora danni causati dai cinghiali
◗
Ancora danni causati dai cinghiali

Coldiretti sollecita la Provincia per l'attivazione della legge sulla caccia

3 MINUTI DI LETTURA





 PONTREMOLI. Ancora danni da parte dei cinghiali in Lunigiana. Coldiretti chiede l'attuazione immediata della legge regionale all'assessore all'agricoltura della Provincia, Domenico Ceccotti.  Lo fa con una lettera aperta, indirizzata al responsabile del settore provinciale, per sollecitare la messa in opera delle misure previste dalla recente legge regionale 2/2010, che ha modificato le norme regionali in materia di gestione della fauna selvatica e di caccia, introducendo nuove importanti disposizioni per il controllo degli ungulati. Una legge frutto del pressing della principale organizzazione agricola che per difendere le aziende dal fenomeno degli ungulati, cinghiali, ma anche caprioli e animali selvatici, aveva invaso il 27 novembre del 2008, il centro di Firenze con la più imponente manifestazione del mondo agricolo della storia della Toscana.  Un atto di forza che ha prodotto, dopo mesi di battaglia, gli effetti, a livello legislativo sperati, ma che sono purtroppo rimasti, ancora sulla carta a livello locale. Di fatto la Regione Toscana ha conferito alle Province il ruolo chiave di gestire direttamente, e autonomamente, il prelievo degli ungulati con la possibilità di autorizzarne l'abbattimento in qualsiasi periodo dell'anno. La riforma della legge sulla caccia prevede infatti di consentire la caccia anche con la neve, e per più tempo se necessario, per limitare quella che è considerata un'emergenza, non solo per l'agricoltura. In caso di danni alle coltivazioni e alla zootecnica potranno inoltre essere autorizzati abbattimenti mirati anche per storno, tortora orientale dal collare e piccioni.  «Sappiamo che la Provincia è già intervenuta nella zona di costa, in particolare nel Comune di Carrara, ma ci chiediamo come mai in Lunigiana, territorio fortemente caratterizzato dai cinghiali ancora no. Perché? La situazione di vera e propria emergenza - afferma Vincenzo Tongiani, presidente provinciale Coldiretti nella lettera indirizzata a Ceccotti - che si è determinata in molte zone della nostra provincia, a causa dell'anomala proliferazione di cinghiali, caprioli e altri selvatici, impone di mettere in atto gli interventi previsti dalla legge senza ulteriori ritardi. Pertanto sollecito l'adozione degli atti per l'individuazione delle aree in cui la presenza del cinghiale e degli altri ungulati è compatibile con lo svolgimento delle attività agricole (articolo 6 bis, comma 4, lettera i) e per il controllo degli ungulati, in particolare la definizione delle densità sostenibili nelle diverse zone del territorio provinciale e l'adozione dei piani di prelievo e dei piani straordinari di gestione (articolo 28 bis, commi 2, 3 e 7)».  Negli scorsi giorni, diverse segnalazioni di devastamento sono giunte da parte degli agricoltori della Lunigiana che speravano, dopo l'approvazione della nuova legge regionale, un percorso rapido ed efficace per limitare i cinghiali.  Agricoltori che non sono ancora stati rimborsati per i danni subiti nel 2009.  «La Provincia deve poter garantire il risarcimento atteso agli agricoltori - conclude Tongiani - mentre l'Ambito territoriale di caccia deve assicurare tutti gli sforzi possibili per far fronte al danno economico che stanno subendo le aziende. In un momento economico come quello attuale non possono essere tollerati ritardi. La nostra pazienza, e soprattutto quella degli agricoltori, è al limite».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web