Sicurezza
Scontro, in fin di vita a 35 anni
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Una sala di rianimazione di un ospedale Già allertata la squadra che dovrà procedere con l'espianto degli organi
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MASSA. L'incidente è avvenuto martedì pomeriggio verso le 18, nei pressi dello stabilimento Eaton, sulla via Aurelia. Un camion svoltando ha urtato uno scooter, facendo cadere rovinosamente in terra il centauro. All'inizio non sembrava nulla di grave, una gamba messa decisamente male ma la vita non era a rischio, nonostante il forte trauma cranico. Invece le condizioni di Maurizio Piccinini, 35 anni, si sono aggravate con il passare delle ore e probabilmente l'uomo non ce la farà. Tanto che si è già riunita la commissione che dovrà stabilire la sua morte celebrale. Ed è già stata allertata la squadra che effettuerà il multi espianto di organi. Speranze poche, ma fino a mezzanotte inoltrata di ieri non si poteva dire che l'uomo è morto. Visto che l'incidente che all'inizio sembrava non avere conseguenze gravi rischia di diventare mortale, i vigili urbani hanno portato il fascicolo in procura e più precisamente sulla scrivania del sostituto procuratore Alessandra Conforti. C'è da capire perché il camion e la moto sono entrati in contatto. E soprattutto qual è l'esatta dinamica. Da una prima ricostruzione il pesante automezzo nel tentare di svoltare all'altezza della Eaton ha agganciato lo scooter di Piccinini e l'uomo è volato dalla sella. Nella caduta ha picchiato violentemente la testa contro l'asfalto. Il trauma cranico con il passare delle ore è peggiorato. E la situazione clinica dell'uomo, che di professione fa l'operaio, si è compromessa. Fino a diventare drammatica. Tanto che ieri pomeriggi la commissione che dovrà decretare il decesso si è riunita intorno alle 18. È composta da un medico legale, un anestesista e un rianimatore. Saranno loro tre, passate le sei ore previste dalla legge, ha dire che il paziente è morto. Una procedura complicata che nell'arco di tempo previsto dal legislatore comprende un paio di controlli. Si parte dall'encefalogramma - che continua a essere piatto -, alla presenza o meno di riflessi. Si tenterà anche di far respirare Piccinini senza la macchina che gli permette di restare ancora in vita. A mezzanotte la chiusura definitiva con il responso: si può continuare a curarlo oppure se ne certifica il decesso. La famiglia dell'operaio ha già dato il suo consenso per l'espianto degli organi e così anche il sostituto procuratore Alessandra Conforti non si è opposta. Al massimo sarà il medico Maurizio Ratti ad accertare - con un documento ufficiale - la causa del decesso. Che non può essere che il trauma cranico, non ci sarà perciò necessità di eseguire l'autopsia.
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