Proteste
Il sindaco sconvolto: sei anni fa lo aveva morsicato una vipera in porto, non era più stato bene
«Per lui il secondo appuntamento con la morte»
2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. E' arrivato di corsa, in quel deposito pieno di polvere e di dolore, il sindaco Angelo Zubbani. E la sua non è stata una visita formale. Come non è di rito il dolore che prova. «Io lo conoscevo bene Claudio Bertolini - spiega turbato Zubbani - Era venuto da me in ufficio parecchie volte. Quel morso di vipera, rimediato in porto, il 23 giugno di sei anni fa, mentre stava caricando marmo da un container, lo aveva debilitato. Per lui era cominciata un'odissea: non riusciva più a guarire, era venuto da me disperato, e mi aveva raccontato tutti suoi guai. Ma il suo appuntamento con la morte è stato solo rimandato. Adesso quest'altra tragedia, stavolta senza rimedio: tutta la comunità è stata scossa. Ho ricevuto tantissime telefonate di cordoglio, di amici che vogliono sapere se è proprio lui. Se Claudio è morto. Proprio adesso che sembrava che le cose per lui cominciassero ad andare un po' meglio». E' davvero toccato il sindaco. Abbraccia i compagni di lavoro di Claudio. Si ferma a lungo, e lontano dai taccuini dei cronisti a parlare con loro. «Ricordo la disperazione di quest'uomo, quando veniva a dirmi che non riusciva più a guarire - continua Zubbani - Era stato in cura all'Opa, ne aveva passate tante dopo quel brutto incidente in porto. E la cosa che più lo amareggiava era che non riusciva più a guidare il camion, aveva dovuto lasciare il lavoro nell'autotrasporto. Ma questo era rimasto il suo mondo. Adesso però lo faceva da terra, nel piazzale». Quelle manovre che, prima, aveva fatto dal camion, Claudio Bertolini adesso le seguiva passo passo, dal deposito in cui veniva chiamato a lavorare nei momenti in cui i carichi erano maggiori. «Conoscevo bene l'operaio morto - prosegue il sindaco - e conosco anche il titolare della Tekno trasporti, Giorgio Benfatto. Un imprenditore serio, che, come hanno ricordato anche i suoi dipendenti, metteva sempre la sicurezza al primo posto. E' un grande dolore per tutti». E il sindaco abbandona il deposito per andare in obitorio. «Questa è una morte che scuote l'intera comunità di Carrara - conclude - Adesso l'unica cosa che posso fare è stare vicino alla famiglia che ha perso, così tragicamente un marito e un padre. In questo momento, di fronte a questo grave lutto, gli altri impegni istituzionali passano in secondo piano. E' il momento del dolore e del rispetto». A.V.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google